Graziella, mamma di una vittima innocente di mafia, commuove il Palagio

Trentadue anni non hanno cancellato i segni del dolore sul viso di Graziella Accetta, mamma di Claudio Domino, ucciso a 11 anni dalla mafia mentre giocava a pallone nel quartiere dove abitava a Palermo.

La signora ha raccontato la rabbia per la morte del figlio, pur dopo tanto tempo, in Palagio, davanti ad una platea interessata e commossa. “Dopo l’agguato del 1986 ci siamo chiusi per anni in un angoscioso silenzio. Adesso con mio marito Antonio andiamo nelle scuole, tra le comunità, a raccontare le storie dei 108 ragazzini trucidati per volere dei clan”.

Il bambino fu ucciso il 7 ottobre del 1986 in pieno maxiprocesso. Di fatto sull’omicidio di Claudio la verità non è mai venuta a galla. “Lo Stato dovrebbe darci una risposta che non arriva. È una doppia sconfitta. Siamo stati uccisi anche noi. Gli altri nostri due figli sono delusi da questo Stato”.

Giovanni Bontade, fratello di Stefano, capomafia di Villagrazia di Carini, durante un’udienza del maxiprocesso prende il microfono e disse: “Siamo uomini, abbiamo figli, comprendiamo il dolore della famiglia Domino. Rifiutiamo l’ipotesi che un atto di simile barbarie ci possa sfiorare“. È un’affermazione sconvolgente: gli indagati mafiosi, che fino ad allora non avevano mai ammesso l’esistenza dell’organizzazione, implicitamente ammettono di far parte di un’associazione criminale.