Mille euro per cambiare il nome su una tomba che ancora non c’è. “La tassa sulle disgrazie”

Milletrentacinque euro e 61 centesimi. Ecco quanto ha pagato Lolita Pucci, 69 anni, al comune di Pescia per cambiare il nome del destinatario di un colombario a suo tempo acquistato.

Ma andiamo con ordine. Nel 2016 alla morte della madre Erica, il padre di Lolita, Vittorio di novanta anni, decide di rivolgersi al Comune per acquistare l’uso di un loculo dove far riposare in pace l’amata moglie. Dal Comune gli viene riferito che “i loculi devono essere due, altrimenti non si può procedere alla vendita”. L’anziano signore decide così di acquistarne due, senza poter scegliere bensì nei posti che gli vengono assegnati, ovvero nelle ex cappelle gentilizie, al costo di 8.400,00 euro.

Succede però, ahinoi! che a morire prematuramente per una grave malattia appena due anni più tardi, è il genero Giuliano Renghi, marito di Lolita che comunica così al Comune il cambio del destinatario di uno dei due forni. Lolita sa di dover pagare qualcosa, “d’altronde –dice- è scritto sul contratto che firmò mio padre a suo tempo, ovvero nel loculo concesso potrà essere collocata la salma di una familiare a condizione che sia pagata al Comune la tariffa vigente stabilita dalla Giunta comunale in sede di Bilancio preventivo. Appunto, oltre mille euro. “E’ un importo altissimo –è lo sfogo di Lolita che avrebbe voluto destinare quella cifra alla ricerca per la cura di tumori-. Immaginavo di dover pagare qualcosa, per esigenze burocratiche più che altro, visto che nessuno ha mosso un dito. Ma un importo così alto…”. Lolita ha anche affermato che il giorno del funerale di suo marito le è stata fatto firmare il nuovo accordo e le è stato consegnato il bollettino che avrebbe dovuto pagare da lì’ a qualche giorno. La signora ha naturalmente pagato quanto dovuto ma intende sollecitare la politica perché rimedi a questa ingiustizia. “Mi sono rivolta al Sindaco di Pescia perché abbia contezza di quello che succede in Comune e sapere chi sono quei consiglieri che hanno approvato, com’è scritto sul contratto, una tariffa così alta. Dopo un mese di tentennamenti mi ha garantito che farà luce sulla vicenda”. Aspettiamo…