Fino al 31 agosto 2026, a Pietrasanta, in Via del Marzocco 18, sarà visitabile GARUDA, Uno strappo diventa unione, mostra personale dell’artista Garuda.
Il vernissage si terrà sabato 4 luglio 2026 alle ore 17.30.
GARUDA è un progetto d’arte contemporanea in cui l’immagine nasce dal cielo, attraversa la fotografia e trova il proprio compimento nella materia.
Garuda parte da una visione radicale del paesaggio: quella verticale. L’artista fotografa personalmente la terra in volo, da autogiro, con reflex full frame, sottraendo il paesaggio alla prospettiva abituale. L’orizzonte scompare, i riferimenti si interrompono, i luoghi perdono la loro funzione narrativa e diventano superfici, segni, campiture, trame e tensioni visive. Ma la fotografia è solo il primo atto. Le immagini vengono stampate, sovrapposte, attraversate e strappate. Lo strappo interrompe la continuità della superficie, mette in crisi l’unità dell’immagine e introduce una dimensione fisica e temporale. Non è un effetto formale, né un gesto decorativo: è un atto necessario. È il punto in cui l’immagine smette di essere documento e diventa materia viva, instabile, attraversabile.
In questo senso, il cuore del lavoro è lo strappo che ricompone. Normalmente lo strappo separa, lacera, divide. Nel lavoro di Garuda, invece, diventa il gesto che permette una nuova costruzione. Rompere non significa distruggere, ma aprire. La frattura non cancella l’immagine: la obbliga a trovare un nuovo equilibrio.
Ogni opera nasce da un confronto tra controllo e perdita. Da una parte il rigore del volo, dell’inquadratura verticale, della composizione e della costruzione visiva. Dall’altra l’imprevedibilità della carta, della lacerazione, degli strati che emergono o scompaiono. In questo equilibrio fragile l’immagine viene negata e ricostruita, senza cercare una forma definitiva.
Spiagge, cave, città, porti, pinete, strade e architetture non sono più soltanto luoghi da riconoscere. Diventano campi di tensione. Il paesaggio, privato dell’orizzonte, si trasforma in una superficie da leggere. La terra appare come una pelle incisa da tracce, tagli, sovrapposizioni e memorie. Il cielo, nelle opere, non è rappresentato. Eppure resta presente come origine dello sguardo. È da lì che nasce l’immagine, ma è tornando a terra, nella materia, che l’opera trova il proprio senso.
GARUDA invita il visitatore a spostare il proprio punto di vista. Non semplicemente a guardare dall’alto, ma a interrogare ciò che accade quando un’immagine viene aperta, ferita, stratificata e ricomposta.
Un processo che nasce nel cielo, ma prende forma solo accettando di rompersi.
CHI E’ GARUDA ►►► Garuda è l’alter ego artistico di Franco Bianchi, nato a Pescia nel 1976.
Dopo un interesse precoce per il disegno e la pittura, nel 2002 intraprende la formazione presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove approfondisce figura e paesaggio attraverso disegno classico, anatomia e pittura. Conclude il percorso con lode nel 2006 e nello stesso anno frequenta un corso di arte figurativa alla Florence Academy of Art di Firenze.
Il confronto con la pittura antica e moderna, insieme all’interesse per la scomposizione della forma, lo porta a sviluppare una ricerca personale fondata su stratificazione, campiture, macchie e frammenti visivi. Nei primi lavori pittorici il volto e la figura vengono costruiti attraverso sovrapposizioni cromatiche, in un equilibrio tra riconoscibilità e dissoluzione.
Nel 2011 avviene una svolta decisiva con l’incontro con il volo. Prima attraverso il paramotore, poi con l’autogiro, Garuda inizia a osservare il paesaggio dall’alto come possibilità di una nuova prospettiva. Nel 2012 realizza il primo scatto in visione verticale e dal 2013 sviluppa un sistema personale di fotografia aerea fondato su rigore compositivo, esperienza diretta del volo e controllo del punto di vista.
Nel tempo, la fotografia diventa parte di un processo più ampio. Le immagini aeree vengono stampate, sovrapposte, strappate e ricomposte su tavola o tela. Il gesto fisico dello strappo introduce nella fotografia una dimensione temporale e materica, trasformando l’immagine da documento a campo instabile e stratificato. La ricerca di Garuda si colloca in un territorio di confine tra fotografia, pittura e collage. L’immagine non descrive semplicemente il paesaggio: lo rivela attraverso la frattura.
Tutti i giorni, dal lunedì alla domenica, dalle ore 18.00 alle ore 23.00.








































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