Francesco Borromini (nato Francesco Castelli) fu un genio rivoluzionario dell’archiettura barocca italiana. Nato a Bissone (Svizzera) nel 1599 e morto a Roma nel 1667, è celebre per le sue piante geometricamente complesse e per il dinamismo delle linee concave e convesse.
Iniziò a lavorare giovanissimo come scalpellino nel cantiere del Duomo di Milano.
Si trasferì a Roma, dove fu accolto e formato dallo zio, l’affermato architetto Carlo Maderno, e lavorò a stretto contatto con Gian Lorenzo Bernini.
Dopo la morte di Maderno, il rapporto con Bernini si deteriorò rapidamente. Diversi per carattere e per visione artistica (Bernini era estroverso e legato al classicismo, Borromini introverso e dedito a forme più ardite e innovative), i due divennero acerrimi rivali. Tormentato interiormente, nel 1667 si ferì gravemente con una spada in un momento di disperazione e, prima di morire, chiese di essere sepolto nella tomba del suo maestro Carlo Maderno.
I suoi capolavori principali:
San Carlo alle Quattro Fontane: Noto come “San Carlino”, è un capolavoro assoluto per le dimensioni ridotte ma incredibilmente dinamiche e innovative.
Sant’Ivo alla Sapienza: Celebre per la pianta a stella e la vertiginosa cupola a spirale.
Oratorio dei Filippini: Un complesso capolavoro in cui sperimenta nuove forme di facciata concava.
Galleria Prospettica di Palazzo Spada: Straordinaria illusione ottica in cui una galleria di appena 9 metri sembra profonda oltre 30 metri.






































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