Oreste Giurlani tra poche ore salirà a Palazzo Vicario, 18 mesi dopo la sospensione dalla carica di sindaco per effetto della cosiddetta Legge Severino in seguito alla condanna a 6 anni e 7 mesi per i reati di peculato e abuso di ufficio.
Nella lunga diretta Facebook ai pesciatini, Giurlani ha citato Enzo Tortora, che fu oggetto di un incredibile caso giudiziario sul finire degli anni ’80, e Giorgio La Pira, indimenticato primo cittadino di Firenze.
“Dunque, dove eravamo rimasti?”, ebbe a dire Enzo Tortora nel 1987, davanti al pubblico di Portobello, sugli schermi Rai, quattro anni dopo l’infamante accusa di spaccio di droga. Tortora fu poi assolto in Cassazione.
“La luce deve restare accesa”. La Pira sosteneva di tenere le luci di Palazzo Vecchio accese, fino a quando l’ultimo dei fiorentini non fosse rientrato nella propria abitazione.
Giurlani ha detto di volere proiettare la città nel futuro, con solide prospettive di crescita. “Pescia è stata bene amministrata, prima dal sottoscritto, poi dalla Giunta municipale da me nominata, che ha lavorato fino a 5 mesi fa, quando le inaspettate dimissioni del Sindaco facente funzioni hanno portato a un Commissariamento i cui effetti mi riservo di verificare nei prossimi giorni”.







































