L’incredibile storia di Alceo Dossena, il falsario che ingannò i grandi musei americani. In mostra a Pescia

Un articolo pubblicato il 22 dicembre del 1928 su The Literary Digest, un popolare settimanale statunitense del periodo, ricordava una storia singolare avvenuta cinque anni prima. Una facoltosa collezionista americana, la trentacinquenne Helen Clay Frick acquistò dall’antiquario italiano Elia Volpi uno spettacolare gruppo scultoreo in marmo raffigurante un’Annunciazione e composto da un Angelo annunciante e da una Vergine annunciata. Le due sculture erano attribuite a uno dei più grandi artisti medievali, Simone Martini.

La giovane pagò i 150.000 dollari pattuiti (una cifra molto alta: corrisponde a circa 2 milioni di dollari attuali) e le due sculture, nel marzo del 1924, sbarcarono a New York.

Più tardi le opere risultarono dei falsi: il falsario era il lombardo Alceo Dossena, che proprio quell’anno si trovò al centro di un caso mondiale, dal momento che erano venute allo scoperto le numerose statue che, spacciate per originali del Medioevo e del Rinascimento, erano state spedite in grande abbondanza negli Stati Uniti, con il coinvolgimento di numerosi studiosi di primissimo ordine.

Il Museo Civico di Pescia conserva uno dei nuclei più consistenti e significativi di sculture di Alceo Dossena, provenienti dalla collezione dell’avvocato Carlo Francesco Ansaldi (1883-1943), nato a Pescia e presto trasferitosi a Roma, dove divenne amico di Dossena. Parte di questo nucleo è oggi finalmente visibile in una mostra che starà aperta dal 10 giugno al 31 dicembre 2022, curata da Emanuele Pellegrini (Scuola IMT Alti Studi, Lucca).

L’inaugurazione della mostra sarà il 10 giugno alle ore 17 presso il Museo Civico di Pescia.