“Gli orribili fatti avvenuti all’interno della residenza per anziani San Domenico descrivono chiaramente come il controllo, in quella struttura, sia stato praticamente inesistente. Sarà utile, a questo proposito, ricordare che il Consiglio di amministrazione, in occasione di una infezione da batterio, possibile veicolo di gravi patologie per gli anziani ospiti, a seguito di miei interventi a tutela dei lavoratori e degli anziani ospiti, fece scattare una querela per danno di immagine nei confronti miei e del collega Francesco Conforti“.
Lo ha detto il consigliere comunale Oliviero Franceschi.
Il consiglio di amministrazione è composto da: nominati dalla maggioranza, Ilaria Camarlinghi, già presidente, Anna Marchi e Silvia Franchi, avvocato e assessore al comune di Uzzano. In rappresentanza dell’opposizione sono invece nominati Stefano Vamberti segnalato da CasaPound, e Fausto Magri, segnalato dal Partito Democratico.
“Non vorrei fosse in atto un vergognoso scaricabarile tra i diversi soggetti che avevano il dovere di controllare che nella struttura tutto funzionasse come si conviene e che oggi cadono dalle nuvole, addossando alla cooperativa tutte le responsabilità”.
Secondo Franceschi, “nonostante le frequenti avvisaglie che dall’interno trapelavano, c’era una difesa d’ufficio, secondo cui questa gestione era per principio giudicata di ottimo livello”. “In un consiglio comunale aperto, ebbi a subire le minacce dello stesso Presidente finalizzate, si diceva, a tutelare l’onorabilità del San Domenico ed evidentemente anche quella degli amministratori. Giudicando queste minacce lesive del lavoro di un consigliere comunale, mi feci carico di informare al Sua Eccellenza il Prefetto relativamente a questa circostanza”.
Franceschi chiede di rimuovere il Consiglio di amministrazione, che “almeno per responsabilità politiche ed una evidente “culpa in vigilando”, non può essere immune da colpe, e la conseguente nomina di un commissario che attraverso un’azione forte e chiara, sia capace di conferire nuova dignità ad una istituzione storica che rischia la chiusura”.





































