“Riteniamo che tra le misure e le proposte sentite, quelle che maggiormente trovano concretezza nelle nostre aziende siano l’esonero dal pagamento dei contributi previdenziali agricoli, l’aggiornamento del Bonus Verde e il macero per quanto attiene le produzioni che le aziende hanno dovuto buttare a causa del lockdown”
E quanto, a gran voce, sostengono i rappresentanti del settore floricolo e vivaistico italiano, Luca Magazzini (Associazione Vivaisti Italiani), Nada Forbici (Assofloro), Paolo Arienti (Distretto Vivaistico Planta Regina) e Mario Faro (Consorzio Florovivaistico e Agroalimentare dello Ionio).
Al riguardo del bonus verde, “va ampliato nella percentuale di detraibilità, dal 36% al 90%, e nella sua base imponibile di spesa, da 5.000 a 10.000 euro. Si tratta di uno strumento importante per le aziende che si occupano della cura e della realizzazione di opere a verde, che funzionava già prima della crisi economica legata alla diffusione del coronavirus e che se ampliato può aumentare in modo significativo i benefici diretti alle imprese e anche ai cittadini”.






































