Giurlani. No del consiglio comunale alla costituzione di parte civile

Il consiglio comunale ha detto no alla costituzione di parte civile nell’eventuale processo contro Oreste Giurlani per l’accusa di peculato durante la sua attività di presidente regionale Uncem. La mozione dei consiglieri di minoranza è stata respinta, c’era da immaginarlo, dall’assemblea. Non senza polemiche, però.

“La costituzione di parte civile è una facoltà e non un obbligo per l’ente -ha detto il vice sindaco Guja Guidi-. Sfuggono al momento i danni d’immagine eventualmente arrecati al nostro Comune”. Guidi ha detto che la giunta attenderà l’eventuale esito di condanna e si rimetterà successivamente alla Procura della Corte dei Conti per stabilire il danno”.

Per Melosi e Mandara, la costituzione di parte civile è un’opportunità, “un diritto”, ed hanno invitato i consiglieri di maggioranza a passare dagli slogan pre-elettorali ai fatti. “Vi siete proposti come quelli del cambiamento, come quelli vicini ai cittadini. Rispettate i patti”. Per Romoli si tratta di un’occasione persa per “tutelare la città e i suoi cittadini”. Franceschi ha invece detto: “Pescia è alla ribalta per avere un Sindaco che è stato arrestato, non più per la Biennale del Fiore”. Per Conforti, la costituzione di parte civile “non è contro qualcuno ma per qualcuno, per la città”. E ha condannato l’arroganza di “questa giunta di cui non ne riconosco la legittimità politica ed etica”. Vannucci è invece sulla stessa lunghezza d’onda del vice sindaco Guidi, così lui e tutto il gruppo Pescia Cambia! ha votato no alla mozione.