Giacomo Melosi è il candidato di Casapound a Sindaco di Pescia. Il primo, tra i possibili contendente dello scranno più alto a Palazzo Vicario, ad uscire allo scoperto. Lo ha annunciato insieme al responsabile provinciale del movimento Lorenzo Berti e al consigliere comunale di Lucca Fabio Barsanti, “fresco” del recente exploit nella città delle mura.
Melosi ha 30 anni, è sposato con Chiara ed ha figlio, Riccardo. E’ geometra e da 10 anni si interessa di politica “intesa però come volontariato”, ha specificato. “Ho deciso di scendere in campo sulla spinta dei pesciatini che spesso in questi mesi mi hanno manifestato il loro disappunto nei confronti dei partiti tradizionali”. Melosi punta il dito contro
gli insuccessi e la fallimentare amministrazione di centrodestra con il sindaco Marchi, “che hanno facilmente riconsegnato le chiavi la città in mano al centrosinistra”. Secondo Melosi, nei tre anni di giunta Giurlani si sono “eretti muri di apparenza dietro ai quali si è nascosta l’incapacità degli amministratori di compiere scelte importanti per la nostra città”. E parla di “sotterfugi da smantellare”. “Come quello sui parcheggi della città, per i quali gli utenti ed i lavoratori devono pagare un “pizzo” per sostare la propria auto”. “Oppure come quelli sul mercato dei fiori vecchio di via Amendola e sul nuovo, ex Comicent, in via D’Acquisto. Per entrambi i casi, i pesciatini stanno pagando a caro prezzo scelte scellerate di chi ci ha amministrato fino ad ora”. Melosi anche che l’amministrazione di centrosinistra uscente sia la causa degli attriti e le divergenze tra i commercianti aderenti a Confcommercio o Confesercenti hanno ritardato la ripresa del
centro storico della città, tanto auspicata. “La giunta Giurlani è altresì colpevole di aver dimenticato la periferia e le frazioni di montagna”.
Melosi ha poi elencato le “10 cose che ho fatto per Pescia”. Si va dalla raccolta alimentare fino all’attivazione di uno sportello gratuito contro le dipendenze da alcool, droga e giochi d’azzardo. Alle attività per reprimere l’accattonaggio o per fermare l’arrivo incondizionato di profughi. E tanto altro.
Melosi dice di puntare a vincere, salvo poi ritrattare ed ammettere che un consenso sopra il 10% e l’elezione di un consigliere comunale, “sarebbe comunque un risultato importante”.
Melosi sarà sostenuta da una lista






































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