In Toscana il 23,8% della popolazione fuma, un dato in aumento trainato dalla diffusione tra i giovani di sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato. Il fenomeno colpisce maggiormente gli uomini, la fascia d’età tra i 25 e i 34 anni e le persone con un livello di istruzione medio-basso o con difficoltà economiche.
Per rispondere a questa evoluzione, la Regione Toscana ha approvato le nuove linee di indirizzo e il nuovo Pdta (Percorso diagnostico terapeutico assistenziale).
Il piano riorganizza l’assistenza su tre livelli. Il primo coinvolge tutti gli operatori sanitari per individuare sistematicamente i fumatori e registrarne l’abitudine nella documentazione clinica. Il secondo affida ai medici di medicina generale e agli specialisti la valutazione della dipendenza e l’impostazione delle terapie farmacologiche. Il terzo garantisce l’accesso ai Centri antifumo, dove vengono offerti programmi gratuiti di tre mesi basati su counseling cognitivo-comportamentale, supporto psicologico, misurazione del monossido di carbonio e follow-up a 6 e 12 mesi.






































