Parola al capitano della Cestistica Giovanni Sodini

Puntiamo sui nostri giovani, ragazzi del settore giovanile e magari completiamo il roster con qualche elemento esterno“. Quante volte è stato detto dalle società in ogni sport, per poi rimangiarsi le promesse. Quanti giovani invece hanno salutato il basket anzitempo per mancanza di spazio perché scalzati da esterni.. tanti, troppi. Oggi la Cestistica, causa anche la pandemia, ha costruito un roster under 22 totalmente casalingo e vada come vada è una soddisfazione per tutti e la dirigenza rossoverde ne deve andare fiera. La giovane Cestistica è riuscita sin da subito a farsi voler bene e seppur senza pubblico è seguita ai social durante le partite di campionato. <Essere il capitano è un piccolo sogno che si realizza e penso che molti ragazzi ci hanno pensato quando andavamo a vedere le partite la domenica sera – ha detto il capitano Giovanni Sodini. Il fatto di essere in mezzo ai giovani sicuramente aiuta dato che ci conosciamo da qualche anno e quindi non c’è bisogno di usare mezzi termini per dirci le cose. Io e Edo (Ciervo) abbiamo già avuto esperienze in serie D ma mai da protagonisti, potremmo dire infatti che è la prima volta anche per noi in un certo senso. I consigli vengono dati da tutti, chi da un punto di vista tecnico e chi da un punto di vista del carattere, ci aiutiamo a vicenda e siamo tutti disposti ad aiutare e ad ascoltare. Questo è un aspetto più che positivo di questa squadra>.

 

<È un periodo particolare a causa del covid-19 ma a tutti noi interessava soltanto ritornare sul campo e giocare insieme. All’inizio non è stato facile riabituarsi a questa pseudo normalità, dato che potevamo fare soltanto determinati esercizi e spesso individuali, ma per fortuna, sia la federazione che la società sono stati in grado di poterci far giocare in sicurezza che è la cosa più importante – ha continuato Giovanni. Se parliamo di sensazioni è difficile descrivere l’emozione che abbiamo provato quando siamo tornati in campo ma sicuramente c’era, e c’è ancora, tanta voglia di giocare, di divertirsi e di mettersi alla prova dato che questo periodo ci ha fatto capire l’importanza delle cose che abbiamo e che probabilmente prima si davano per scontate>.

Risentite dell’assenza del pubblico, dell’incitamento? <Personalmente ritengo che il pubblico sia una delle cose più importanti e belle nello sport; ti danno carica, energia e ti fanno sentire parte di un gruppo che va oltre alla squadra e alla società. Si sente molto la mancanza del pubblico ma sappiamo che da casa c’è gente che tifa per noi e ci sostiene – ha proseguito il capitano -. Ovviamente la questione è soggettiva ma quando si gioca conta poco chi c’è o chi non c’è in tribuna e pensi solo a giocare ma le urla e la confusione soprattutto quando la partita è molto combattuta oppure dopo una gran giocata creano sensazioni che non puoi dimenticare>.

Purtroppo l’inesperienza vi ha giocato brutti scherzi ma siete un gruppo che non molla mai e dall’esterno viene molto apprezzato. <L’inesperienza fa parte dei difetti di questa squadra ma non è un fattore su cui puoi lavorare. Quando si parla di squadre giovani non ti puoi affidare all’esperienza e per questo è importante puntare sulla tecnica e sul carattere come abbiamo dimostrato contro squadre nettamente superiori da un punto di vista di esperienza, come Altopascio. Ci fa piacere che da fuori venga apprezzata la forza di carattere che ha questa squadra e che dimostra sul campo. Siamo una squadra giovane, è vero, ma sicuramente non ci arrendiamo facilmente – ha concluso Sodini>.