Covid-19, Monsignor Filippini: “L’affetto e la preghiera sono di per sè il farmaco migliore”

Le dolci parole di Monsignor Filippini risuonano nel telefono. Rassicuranti e piene di fede.

Sto bene -ha detto il Vescovo- Può sembrare tracotanza, ma non lo è. Risento ancora di una fastidiosa congestione nasale, questo sì, per il resto nessun altro particolare disagio“.

Monsignor Filippini ha riferito a il Cittadino di essere “preoccupato e dispiaciuto per le persone che ha intorno a sé. Hanno eseguito tutti il tampone naso-faringeo, come previsto dalle disposizioni sanitarie, e per fortuna è risultato negativo“.

I medici cosa le dicono?, domandiamo. “Poco, per la verità, evidentemente va bene così. Mi hanno raccomandato solo tanto riposo, nessun farmaco particolare. Per quello ci pensano l’affetto e la preghiera che, più che in ogni altro periodo, in questi giorni percepisco e svolgo con maggior intensità”.

Sono tantissimi infatti i fedeli della Diocesi che hanno indirizzato a Filippini, per telefono, messaggi o mail, manifestazioni di affetto e pronta guarigione.

Come ha reagito quando ha saputo di essere positivo al Covid-19?, chiediamo ancora. “Mi sono domandato se avessi commesso qualche imprudenza, ma direi di no. Anzi, io e miei collaboratori siamo sempre attenti al rispetto delle norme anticontagio: distanziamento sociale, mascherina e igienizzazione delle mani”. “Il mio, il nostro lavoro, ci porta però spesso a stare a stretto contatto con le persone. A dirla tutta, il contagio era un rischio che avevo messo in conto”.

Sta bene anche Don Valerio Mugnaini, segretario personale del Vescovo, risultato negativo ai test. Immediatamente si era messo in isolamento volontario, ora in quarantena a norma di legge, fino al prossimo 7 ottobre. Luca Silvestrini