Il fagiolo di Sorana contro Canada e Ue

Il fagiolo di Sorana dice “no” al Ceta, l’accordo economico e commerciale di libero scambio tra Canada e Unione Europea recentemente approvato. Secondo l’associazione dei piccoli produttori del pregiato legume “Il Ghiareto”, il Ceta <dà il via libera alle imitazioni dei prodotti italiani più tipici, rendendo così inutili le norme sulla trasparenza delle etichette e sulle denominazioni di origine>. E, soprattutto, <vanifica decenni di lavoro e di grande impegno per difendere e proteggere un prodotto così famoso e prestigioso, un’eccellenza importante per la nostra montagna, la Valleriana, e il comune di Pescia>. Il presidente dell’associazione Roberto Dingacci ricorda quando nel 1999 fu fondata l’associazione e quando nel 2002 le fu attribuito il marchio europeo Igp per le caratteristiche particolari e uniche di questo prodotto antico e tipico, autenticamente di “nicchia”. <Ad oggi produciamo circa cento quintali di fagioli l’anno e i produttori sono oltre venti>. <Il marchio Igp oltre a tutelare il produttore, facendo emergere le cattive imitazioni e false speculazioni, garantisce anche il consumatore, che acquistando il fagiolo di Sorana con apposita certificazione, ha la certezza della sua provenienza, del controllo di tutte le fasi di produzione, di confezionamento e di distribuzione>. Il timore è dunque che con l’entrata in vigore del Ceta tutto ciò possa non essere garantito in futuro. Il fagiolo di Sorana non è solo nella dura opera per convincere il ministero delle Politiche Agricole a “fare un passo indietro”. Con Dingacci ci sono anche il Consorzio del Marrone del Mugello Igp e ad altri consorzi e associazioni di prodotti tipici Dop e Igp.