L’hanno stabilito i Grandi, quelli che da Firenze hanno sempre deciso la sorte dei poveri diavoli che stanno in periferia.
“Bisogna salvare il pianeta”, mi si dice con tono minaccioso, “la devi smettere di provocare il cambiamento climatico”.
Sono un po’ permaloso. Te la prendi proprio con me che da quarant’anni ho smesso persino di fumare e non butto più le cicche per terra?
C’è un piccolo esercito che si arricchisce sulla coglionata del cambiamento climatico, lo capisce anche un bambino che il clima è cambiato, ma si scordano di dirti che è sempre cambiato e continuerà a cambiare per sempre e questo non dipende da quello che facciamo noi quattro gatti, a confronto dei miliardi di indiani-cino-africani che se ne fregano delle nostre politiche verdastre e nel pattume ci sguazzano.
“Appunto per questo dobbiamo combattere la tua immondizia”, dice il portavoce di quello che a Firenze comanda e a gennaio col mutandone a strisce, per dimostrare quanto sia determinato, fa il bagno nelle acque marroncine dell’Arno.
“Tutti si sono civilizzati”, dice il portavoce del capo, “solo a Pescia trovi cassonetti sgangherati e stracolmi e una varietà incredibile di pattume ammucchiato a far da contorno, e divani e sofà collocati agli angoli delle strade”.
“Verremo a casa tua, sappiamo dove stai, che paghi la tassa e quindi prenderemo la tua spazzatura”, …per ora.
Sembra una minaccia.
“Diligentemente, da bravo soldatino, avrai cura di mettere negli appositi bidoncini e in sacchetti personalizzati, così non ti sbagli, i tuoi rifiuti ben selezionati e nella giusta quantità e per tutta la settimana sarai a nostra disposizione per le consegne”.
Occhio che se fai il furbo fioccano le multe.
La carta con la carta, ma solo quella pulita, niente carta unta, niente cartone per pizza troppo sporco o fazzoletti e tovaglioli unti, pannolini, pannoloni, scontrini e patacchini vari.
La plastica con la plastica, solo gli imballaggi però, controllare il numerino dentro il triangolo, bottiglie di vetro e vasetti ben puliti mi raccomando, poi c’è quello che non si sa cosa sia e allora son dolori.
Se ti sembra complicato, visto l’andazzo, si potrebbe anche immaginare che si potrà partecipare ad appositi corsi di mamma Regione Toscana, naturalmente a pagamento, dove ti insegneranno ben bene come fare.
Il passo successivo sarà portare direttamente i bidoncini in appositi centri, dove li potrai consegnare, naturalmente a pagamento e dopo esserti diligentemente prenotato, così si risparmieranno un sacco di soldi.
Abbozzo una timida reazione. Vengo subito accusato di essere causa del cambiamento climatico, distruttore di ghiacciai, affamatore di orsi polari, amico del granchio blu e nemico del pianeta.
Dissero anni fa, e allora come adesso comandavano i rossoverdastri, che il Comune non era in grado di provvedere al servizio di nettezza-urbana e che i dipendenti lavorano solo se comandati da privati e così, come il padreterno creò il cielo e la terra, loro crearono l’A.T.O. e il Gestore Unico dei rifiuti e vedrete: “si risparmieranno tanti soldi e la spazzatura non sarà più un problema”, aggiunsero.
I risultati sono sotto gli occhi e nel portafoglio di tutti.
Quando eravamo cittadini sapevamo da chi andare in Comune e fare, se era il caso, le necessarie proteste, sapevamo chi era incaricato di svolgere il servizio e, se c’era, individuare il lavativo.
Da sudditi resta solo che ubbidire e pagare, pagare cifre esagerate per un servizio disastroso e sentirsi indicare come responsabili del degrado.
Presto potremmo vedere girare per le strade le pattuglie della polizia non del buoncostume ma del “BUONPATTUME”.
Se volete protestare col Gestore Unico che naturalmente sta a Firenze, ed è una mega società finto privata, una multiutility che può fare di tutto, gli mancano solo i canali TV, con superdirigenti da noi mai eletti o conosciuti e da sempre ben pagati e infilati nei cunicoli del potere politico fiorentino, avete a disposizione un numero di telefono (a pagamento) e: “digita 1, digita 2, digita 3, resti in linea”, il gioco è fatto.
Del resto, il giochino dell’A.T.O. e del Gestore Unico è stato fatto anche con l’acqua che, secondo un inutile referendum di una decina d’anni fa, dovrebbe essere pubblica e gratuita.
Il Comune, l’ente locale territoriale fondamentale più importante, è diventato quasi un fantasma, i servizi tutti ceduti a terzi, i vigili ridotti quasi a presenza simbolica, l’anagrafe zoppica e l’urbanistica dicono che ci sia ancora, sull’ospedale, vanto della città, meglio stendere un velo pietoso.
Ma state tranquilli cari sudditi, con la prossima amministrazione, su ordine della Regione Toscana che al riguardo ha cambiato il proprio Statuto, avremo l’Assessore alla Felicità.








































