Nonostante la grave siccità estiva che ha impoverito le risorse idriche e messo a dura prova la fauna selvatica, la stagione venatoria in Toscana ha preso regolarmente il via.
Diciassette associazioni ambientaliste e animaliste denunciano una scelta politica irresponsabile, criticando il presidente della Regione Eugenio Giani per aver ignorato gli appelli a sospendere o posticipare l’apertura della caccia.
Nel corso dell’estate, lo stress idrico ha messo a rischio la sopravvivenza e la riproduzione di moltissimi animali, spingendoli a concentrarsi vicino alle poche pozze d’acqua rimaste e rendendoli così facili bersagli. Le associazioni puntano il dito contro la contraddizione della Regione, che riconosce la siccità per tagliare alberi a scopo antincendio ma nega i pericoli per la fauna.
Nelle prime giornate di preapertura si stimano circa trentamila uccelli abbattuti, a cui si aggiungono animali feriti non recuperati e casi di bracconaggio.







































