LA DISTORSIONE DI CAVIGLIA | Greta Mauri di Studio Fisioterapico Giusti

La distorsione di caviglia è un infortunio più comune di quanto si pensi, che può interessare sia soggetti sportivi che la popolazione generale e molto spesso tende ad essere sottovalutato.

Basti considerare che si tratta dell’infortunio muscolo scheletrico con il più alto tasso di recidiva. Nella maggior parte dei casi vede coinvolti i legamenti della parte laterale (esterna) della caviglia, ma a seconda del meccanismo traumatico possono essere coinvolte anche altre strutture dell’articolazione. Il danno viene classificato in tre gradi, a seconda della severità delle lesioni riportate. Il tempo di recupero dipende dal meccanismo del trauma, dalle strutture coinvolte e dal grado di lesione.

Generalmente si pensa che con una “storta alla caviglia” basti aspettare qualche giorno e tutto passa, magari con l’aiuto di qualche antinfiammatorio per bocca per tollerare meglio il dolore dei primi giorni. In realtà, questi sono i classici quadri che possono presentare deficit funzionali che nel lungo termine aumentano il rischio di una recidiva; motivo per cui non è raro avere pazienti in prima visita che hanno già una lunga storia di distorsioni.

Il fatto è che a seguito di un trauma di questo genere non è sufficiente che sia passato il dolore per poter dire che il quadro si sia completamente risolto. Il rischio maggiore è il re-infortunio, che nel tempo può portare ad una sintomatologia persistente, data da dolore, sensazione di cedimento e gonfiore spontaneo recidivante, e un quadro di instabilità cronica di caviglia o osteoartrosi post-traumatica.

Essere consapevoli dei rischi e conoscere il problema è già il primo passo per ottimizzare il recupero e ridurre il rischio di un re-infortunio.

►►► Chi tende ad essere coinvolto?

  • coloro che hanno già avuto una distorsione in passato;
  • bambini e adolescenti, anche perché più attivi;
  • chi ha ridotta mobilità di caviglia e/o ridotta propriocezione ed equilibrio;
  • soggetti in sovrappeso;
  • le donne presentano un maggior rischio di incidenza.

►►► Quali sono le fasi del recupero?

Grossolanamente possiamo riconoscere 2 fasi: la prima di protezione, in cui si innescano i processi di riparazione e il dolore guiderà il percorso; la seconda in cui c’è un riadattamento dell’articolazione e il progressivo recupero delle attività quotidiane e sportive, attraverso l’esercizio terapeutico specifico per ogni paziente.

►►► Cosa devo fare per prima cosa dopo una distorsione di caviglia?

La prima fase è fondamentale per favorire la riparazione dei tessuti, pertanto è utile limitare il carico nei primi giorni, aiutandosi anche con una fasciatura e mantenendo l’arto in alto per ridurre il gonfiore. È sconsigliata la somministrazione di farmaci antinfiammatori, perchè nella prima fase l’infiammazione è un processo vero e proprio di guarigione. Inoltre, l’immobilizzazione completa nei giorni seguenti l’infortunio si è rivelata meno efficace rispetto all’esecuzione precoce di un trattamento attivo e di esercizi con adeguato supporto fisioterapico.

►►► Perchè è utile fare una valutazione fisioterapica dopo distorsione di caviglia?

Il fisioterapista è la figura sanitaria che si occupa di prevenzione e riabilitazione. Di fronte a questo genere di trauma è di aiuto nell’inquadramento della severità del trauma e della gravità della lesione. Sulla base di questo, imposta il programma riabilitativo, in cui avrà premura di esporre la caviglia ad un carico progressivo, col fine di recuperare la piena mobilità, forza, equilibrio e corretto schema del passo. Infine, si occuperà di gestire il recupero sport-specifico, col fine di ottimizzare il rientro in campo del soggetto sportivo.

La riabilitazione è quindi utile nel recupero e nella riduzione del rischio di recidiva. Il programma riabilitativo prevede terapia manuale, per completo recupero della mobilità articolare, ed esercizio terapeutico per il recupero della forza, dell’equilibrio e della propriocezione. Altri generi di approcci terapeutici è dimostrato siano meno efficaci nel recupero post-trauma e nella riduzione del rischio di un nuovo infortunio. Nei quadri di instabilità cronica di caviglia nel soggetto sportivo, è utile affiancare al piano di allenamenti anche un piano personalizzato di preparazione fisica specifica, in collaborazione con il preparatore atletico laddove previsto dalla società sportiva.

Per evitare perdite di tempo e denaro, scegli sempre di rivolgerti a personale sanitario qualificato!

D.ssa Greta Mauri, Fisioterapista

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