Silvia Mezzanotte è una figura singolare e rilevante del panorama della musica leggera italiana. Infatti vanta un curriculum artistico ammirevole che, nel corso degli anni, si è impreziosito sempre di più.
La sua voce straordinaria costituisce una delle sue qualità inconfondibili. E grazie a questa grande voce che la cantante bolognese, con abilità e padronanza, riesce mirabilmente anche ad interpretare canzoni di altri illustri artisti.
Siamo veramente grati a Silvia Mezzanotte per aver ascoltato le nostre domande e la ringraziamo per le sue risposte graditissime.
D. Giovanissima raggiunge il successo classificandosi quarta al Festival di Sanremo nel 1990 nella categoria Giovani. Cosa le piace evidenziare di quell’esperienza sanremese e dei suoi esordi musicali?
R. «Una certa inesperienza. Che ho pagato sul campo ovviamente. Ma sono sempre stata tenace e determinata, per cui mi sono ripromessa di prepararmi al meglio e cercare una nuova occasione. C’è voluto tempo, ma ci sono riuscita».
D. Quali sono gli elementi fondamentali delle sue qualità artistiche?
R. «Credo sostanzialmente di essere una interprete pura. Una ricercatrice della voce, che non ha mai smesso di sperimentare, curare e studiare per rendere la capacità interpretativa, al di là del virtuosismo, la più intima ed emozionale possibile».
D. Quando è avvenuta la svolta importante nella sua carriera musicale?
R. «Direi nel 2000 con la mia partecipazione a Sanremo insieme ai Matia Bazar».
D. 1999-2004 e 2010-2016 sono le fasi della sua permanenza nei Matia Bazar quale solista di assoluto prestigio. Come ricorda e quali significati assumono nella sua vita questi due periodi costellati di successi e di ulteriore notorietà?
R. «Per me Matia Bazar è un tatuaggio inciso sul cuore. Una bellissima università della vita, sia professionale che umana, condivisa con due giganti della musica Piero Cassano e Giancarlo Golzi».
D. Giancarlo Golzi, Piero Cassano e Carlo Marrale, quali contributi le hanno offerto nella sua crescita artistica?
R. «Con Giancarlo c’è stato un rapporto di grande amicizia, ma anche di crescita umana e personale. A lui confidavo dubbi e paure ed era lui ad incoraggiarmi e sostenermi. Con Piero invece l’intesa era prettamente musicale. Lui ha guidato la mia voce in studio sui brani come Brivido caldo e Messaggio d’amore che poi sono diventati grandi successi.
Con Carlo il progetto è diverso: c’è un equilibrio perfetto tra le nostre voci assolutamente naturale. Una empatia e un’intesa che consideriamo un miracolo».
D. Da tempo ha intrapreso la carriera di solista che, tra l’altro, certe volte la vede impegnata professionalmente con alcuni suoi colleghi. Può parlarcene sommariamente?
R. «Ho diversi progetti in corso:
Le mie Regine in cui celebro in acustico le grandi donne dello spettacolo attraverso le loro canzoni più belle; Stasera che sera 50th raccontiamo la nostra storia nei Matia Bazar attraverso i più grandi successi della band; Silvia Mezzanotte canta Mina con 9 musiciste donne Le Muse, in un omaggio alla nostra artista più iconica».
D. Il mestiere del cantante lo ritiene difficile? Perché?
R. «Perché, se non hai una solida stabilità mentale ed emotiva, che viaggia indipendente dal talento, non puoi sopravvivere alle pressioni esterne, tra classifiche successi, insuccessi, social, media, haters e gossip».
D. Nel suo repertorio musicale si annoverano tante belle canzoni. Nei suoi concerti quali brani esegue con più frequenza?
R. «Di solito canto brani che hanno lasciato un segno nel mio cuore. Io sono molto selettiva sui brani che mi emozionano. Quando succede mi piace l’idea di darne una mia personale interpretazione. Al di là delle mie canzoni è successo con le hit dei Matia Bazar, ma anche con brani come La cura, o Non abbiam bisogno di parole. Fino all’ultimo mio Spettacolo che mi vede protagonista in teatro con i grandi successi di Mina. Brani cui ho dato la mia identità vocale ed emozionale».
D. Messaggio d’amore è il titolo della canzone vincitrice del Festival di Sanremo 2002 da lei interpreta con i Matia Bazar. Quanto amore c’è nella sua vita?
R. «Credo di essere molto fortunata. Mi accorgo ad ogni concerto dell’amore del pubblico nei miei confronti, ed è qualcosa che letteralmente riempie il cuore».
(Foto pagina Facebook Silvia Mezzanotte)






































