REDDITI DA FOTOVOLTAICO. Scambio sul posto o ritiro dedicato?

di Laura Bianchi, Dottore Commercialista

Con l’installazione di impianti fotovoltaici è possibile ottenere dei vantaggi cedendo l’energia prodotta in eccedenza. Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) prevede due diverse opzioni: lo scambio sul posto (SSP) o il Ritiro Dedicato (RID). A seconda del regime sussistono degli obblighi dichiarativi in quanto parte degli importi percepiti dal GSE costituiscono redditi diversi ex art.67 c.1 lett.i) TUIR.

SCAMBIO SUL POSTO ►►► Lo scambio sul posto è un meccanismo attraverso il quale l’energia prodotta in eccesso rispetto al consumo del momento, viene immessa nella rete e sarà oggetto di compensazione con quella prelevata e utilizzata in un momento diverso. A livello tecnico viene quindi tenuta una contabilità dei flussi di energia ceduta e di quella utilizzata. Le bollette per l’energia utilizzata devono essere saldate regolarmente in base ai consumi effettivi mentre sarà il GSE ad erogare il rimborso in base all’energia ceduta.

Lo scambio sul posto prevede quindi il pagamento di un contributo in conto scambio (ossia il rimborso per l’energia consumata in un momento diverso da quello in cui è stata prodotta) che non genera reddito. L’eventuale liquidazione relativa alle eccedenze di energia ceduta e non utilizzata successivamente (l’eccedenza quindi tra il prodotto e il consumato), costituisce reddito. L’importo da dichiarare viene indicato nell’area risevata del portale del GSE e da quest’anno è possibile trovare il dato anche nella precompilata  (rigo D5 mod.730 codice C1 o rigo RL14 mod.Redditi PF).

E’ importante ricordare che omettere tali importi può determinare sanzioni rilevanti in quanto la dichiarazione dei redditi, se presentata, è considerata infedele (75% della maggiore imposta dovuta), mentre se non presentata (perchè in assenza di detti redditi è ritenuta non dovuta) viene considerata omessa (sanzione 120 % della maggiore imposta).

RITIRO DEDICATO ►►► Il ritiro dedicato costituisce un vero e proprio accordo di vendita: il GSE riconosce infatti compensi specifici per ogni kWh di energia ceduta e immessa nella rete. I compensi sono legati al valore di mercato dell’energia e quindi variabili, sebbene sia possibile applicare prezzi minimi garantiti (definiti annualmente da ARERA) o prezzi zonali su fascia oraria. Normalmente questa tipologia di contratto viene applicata ai grandi impianti con basso autoconsumo.

Chiaramente i compensi percepiti dal GSE per il ritiro dedicato costituiscono integralmente reddito e vanno indicati  nel quadro D del modello 730 o nel quadro RL del modello Redditi PF. Anche in questo caso l’importo da dichiarare viene indicato nell’area riservata del portale del GSE e da quest’anno è possibile trovare il dato anche nella precompilata  (rigo D5 mod.730 codice C1 o rigo RL14 mod.Redditi PF).

Occorre fare attenzione al fatto che negli anni precedenti tali dati non erano indicati nella dichiarazione precompilata ma si potevano ricavare dalla propria area riservata. Essendo quindi noto il dato, ma non presente sulle precompilate, si consiglia qualora si sia dimenticato di inserirlo nella propria dichiarazione, di procedere con una integrativa al fine di scongiurare l’applicazione delle sanzioni per infedele dichiarazione.

Per i quesiti: laura7701@virgilio.it