Andrea Bini, avvocato, è il coordinatore.
Poi ci sono Lucia Guidi, architetto, Eva Drammis, musicista ed ex attrice di teatro, Cristina Rosellini, agente immobiliare, Fabrizio Sonnoli, commercialista, Daniele Zucconi, ex comandante di Polizia Municipale a Pescia ora docente all’Università di Siena, Nicola Del Ministro, presidente dell’associazione Vivai di Pescia, Antonio Bellandi, maestro di Musica.
Il nome del movimento civico politico e culturale, ha un doppio significato. Da una parte il riferimento a Santa Dorotea, principale patrona di Pescia, dall’altra un acronimo che definisce princìpi e metodo del lavoro che l’attende, ovvero:
D.ove
O.biettivi
R.ispettano
O.rigini
T.radizioni
E.fficienza
A.vanguardia
IL NODO EX DEL MAGRO ►►► “Il Centro Storico della nostra città e le Castella della nostra Montagna sono beni ampiamente sottovalorizzati -è stato detto-. Per riqualificarlo è necessario ed urgente avere un disegno urbanistico di largo respiro che ad oggi negli strumenti urbanistici esistenti risulta anacronistico e completamente inadeguato.
Valorizzare la città di servizi e creare spazi nuovi per l’offerta turistica, ludica e culturale vuol dire allargare il perimetro del centro vitale della città, e più in generale il valore storico culturale che essa è in grado di offrire, affrontando nel contempo, il nodo della viabilità e dei parcheggi attraverso un “mai realizzato” quanto indispensabile Piano-Parcheggi“.
“A nostro avviso risulta infatti prioritario spostare il baricentro della città recuperando l’Area ex del Magro. In particolare il Comune dovrà obbligatoriamente partecipare all’acquisizione di detta area, oggi posta all’asta giudiziaria innanzi al Tribunale di Pistoia per un importo di appena 105mila euro. Ciò sarà funzionale alla realizzazione di nuovi parcheggi e di nuove infrastrutture come scuole, palestre, centro commerciale e appartamenti”.
“Sarà così consequenziale la rivitalizzazione del centro medievale della città che potrà dare una spinta culturale nel progettare un’offerta per i visitatori con l’opportunità di vivere la città nel suo complesso oltre il centro vitale della Piazza Mazzini, spaziando dalla “obsoleta e sorpassata” idea di centro, alla zona del Duomo e fino al Vecchio Mercato dei Fiori che andrà inteso come area di complemento a servizio del centro e dell’idea di città come polo multifunzionale di attività culturali, sportive e sociali organizzate durante tutto l’anno e non di tipo occasionale e residuale come avviene oggi”.







































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