Confartigianato, “lettera aperta ai cittadini, ai lavoratori ed agli imprenditori”

Confartigianato Imprese Pistoia è un’associazione cosiddetta “datoriale” perché rappresenta e tutela, sotto ogni forma, le Imprese ed i Lavoratori Autonomi. Per chi ama i termini inglesi, l’Associazione è uno “stakholder” cioè un rappresentante di una parte della Società, appunto gli Imprenditori. L’Associazione è a tutti gli effetti un soggetto sociale.

In quanto tale – dichiara Alessandro Corrieri presidente provinciale dell’Associazione – siamo interessati ai problemi che la pandemia da Covid-19 ha creato nonché per quelli che potenzialmente può creare nelle prossime settimane.

Confartigianato e le Imprese, oltre a rispettare rigorosamente i Protocolli anti-Covid19 nei luoghi di lavoro – ritengono non solo opportuno ma doveroso eticamente sollecitare l’attenzione dei lavoratori, delle loro famiglie e dei cittadini in generale affinché adottino comportamenti, anche nella vita privata, conformi ai protocolli in uso nelle Aziende.

Riteniamo – prosegue Corrieri – che l’adozione delle stesse misure di tutela in uso nelle aziende assolva, non solo, ad una funzione sociale ma anche alla diffusione della cultura della sicurezza che, in questo tempo COVID-19, si traduce nell’estensione dei comportamenti sicuri e responsabili adottati nelle Imprese alla vita di tutti i giorni.

Sono convinto, e con me tutti i Soci che compongono l’Associazione, del ruolo sociale dell’Artigianato e dell’impresa in generale. Per questo motivo tutta la Confederazione, ad ogni livello, si è impegnata a diffondere la cultura del rispetto delle regole di difesa dal contagio del virus.

Purtroppo – evidenzia Corrieri – non è diffuso come dovrebbe il convincimento che solo l’adozione di comportamenti responsabili in ogni momento della vita sociale, sia nei luoghi di lavoro sia nella vita privata, consente la riduzione della diffusione della pandemia da Covid-19. Abbiamo “toccato con mano” che questo virus non si diffonde solo nei luoghi di lavoro. Paradossalmente tali luoghi sono più “tutelati e vigilati” rispetto ad altri e quindi più sicuri.

Siamo imprenditori, ma siamo anche cittadini e quindi attori sociali, forse con responsabilità maggiori di cui anche eticamente ne sentiamo il peso.

Le preoccupazioni per l’eventualità di ipotetici nuovi lookdown sono forti, perchè, coscientemente sappiamo che porterebbero alla “rovina” moltissime Imprese e con esse i loro Lavoratori e le Famiglie degli uni e degli altri.

Per tutti i motivi sopra enunciati – conclude Alessandro Corrieri – ogni individuo sia esso artigiano, imprenditore, lavoratore autonomo oppure sia lavoratore ma anche pensionato o studente deve “eticamente e responsabilmente” contribuire alla indispensabile estensione dei comportamenti sicuri e responsabili dal mondo del lavoro alla vita privata e sociale.