Il burattino di Collodi che ha fatto compagnia a milioni di bambini durante la loro infanzia, non ha colpe per aver venduto i suoi libri o per aver marinato la scuola per andare nel Paese dei Balocchi. A giudicarlo innocente sono stati dei bambini selezionati dall’Unicef tra i tantissimi delle scuole primarie e secondarie di primo grado italiane.
Pinocchio, figlio di Geppetto, era imputato di non aver rispettato la Convenzione dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza ed in particolare di aver violato l’articolo 28 della Convenzione, per aver venduto il proprio abbecedario, per aver marinato la scuola per andare a giocare con gli amici e per essere stato indisciplinato a scuola, senza seguire gli insegnamenti della maestra.
Nello spettacolo teatrale che si è tenuto in provincia di Caserta, Pinocchio, interpretato da un ragazzino di 9 anni, ha tentato di respingere le accuse: “Che male ho fatto se ho venduto l’abbecedario per andare a giocare con i miei amici? Se ho marinato la scuola? Se ho sognato il Paese dei Balocchi? Se ho scelto di giocare alla mia età piuttosto che andare a scuola? Io non sapevo che andare a scuola fosse obbligatorio e avevo solo pensato che dire delle bugie potesse essere una semplice marachella di un bambino”.
Un peso importante nel processo lo hanno avuto anche i testimoni: Geppetto, Mangiafuoco, la fatina, la maestra. Dopo le arringhe finali la parola è andata alla giuria popolare. ”Pinocchio ha preferito il gioco alla scuola. D’altronde tutti i bambini del mondo hanno diritto al gioco, al riposo ed al tempo libero, in relazione alla propria età”. “Ricordfiamoci anche che la Fatina ha definito Pinocchio un bambino ingenuo, buono, non cattivo!”
“Questa corte assolve Pinocchio dal reato ascrittogli, perché il fatto non sussiste”, è stata la sentenza.