NON SONO PAROLE AL VENTO di Riccardo Bruzzani*

Nel corso dell’estate Papa Leone non si è stancato di pronunciare parole di speranza per un mondo di pace, giustizia, umanità. Ha perorato il Nobel ai bambini di Gaza. E’ vero tanti bambini in altre aree della Terra muoiono a causa di ignobili atti terroristici (come è stato quello della strage del 7 ottobre) e di fame. Gaza rappresenta un simbolo emblematico. Ha chiesto alle persone di essere attivi e impegnati. I governanti fanno finta di ascoltare, ma parlano di riarmo. La politica ogni giorno, spalleggiata dalla quasi totalità dei media, è concentrata su migrazioni, sicurezza, armamenti.

Il divario tra le parole del Papa ed i fatti della politica è eclatante. Accogliere il valore morale delle invocazioni di Leone XIV significa abbandonare la propaganda, la contrapposizione giornaliera e governare per vivere insieme agli altri in modo civile. Il primo dovere della politica è costituito dall’operare per il rispetto della dignità umana, ad iniziare dai lavoratori uccisi dalla mancanza di sicurezza, sottopagati, nuovi schiavi, dai migranti in fuga dai conflitti e dalla miseria, dal diritto delle donne ad essere libere e non “protette dal patriarcato mediterraneo”.

Un esempio concreto è che si spendono i miliardi del PNRR e nessuno se ne accorge. La globalizzazione ha fallito con lo scandalo delle disuguaglianze. Profitto e consumismo sono gli unici obiettivi di un sistema economico neocapitalistico e neoimperiale. La tecnologia senza controllo è un serio pericolo. Il riscaldamento del Pianeta è ormai evidente. Il valore dei bisogni delle persone è negato dalla crisi in atto. Tanti cittadini si sentono esclusi da un sistema che peggiora le condizioni di vita e addirittura emargina parti rilevanti della società. Emerge una grande questione sociale, ma le risposte sono evanescenti.

L’agenda della politica non contiene un racconto e una strategia che colleghi presente e futuro. Sono necessarie idee sulle cose da fare in una realtà nuova e  immateriale per dare un senso di fiducia e speranza. La politica deve dare risposte ai problemi invece di essere insegnante di emotività. Questa colpevole assenza determina intolleranza e disinteresse verso la politica e la stessa democrazia. Le migrazioni portano nemici e perciò occorre la difesa ideologica dei confini e la costruzione di orribili centri fuori dall’Europa.

Non esiste un progetto europeo capace di coniugare sicurezza, fabbisogno della forza lavoro, emersione della clandestinità, integrazione, rispetto dei diritti e doveri, accoglienza di profughi e perseguitati. Riguardo alla sicurezza si inaspriscono le pene per sconfiggere violenza, rabbia, disagio degli adolescenti. Niente si fa per la rieducazione. Non ci sono investimenti per la scuola, lo sport, la cultura, l’innovazione sociale. La prevenzione della violenza non si esercita neppure per i  protagonisti dei fatti di Val di Susa e Bologna. I violenti vanno isolati perché sono portatori di un virus letale per la democrazia e la società. Le forze di polizia difendono la Costituzione e sono un insostituibile presidio democratico.

La pace è un bene al di sopra di ogni altra cosa e “si può imparare a non ammazzare”. Invece si parla soltanto di spese per il riarmo. Il risultato è che enormi investimenti sono destinati soprattutto a riconvertire la crisi industriale in primo luogo della Germania e non a costruire la difesa europea. Manca la consapevolezza del ruolo dell’Italia e degli altri Paesi del sud europeo nel mediterraneo, teatro strategico per la pace, la sicurezza e l’economia. L’Europa non partecipa alla storia. Siamo di fronte ad un mondo che vede cadere a pezzi il diritto internazionale e gli organismi che dovrebbero tutelarlo. Le Istituzioni regionali e locali, i comuni delle grandi città sono distanti dall’assumere iniziative. Eppure si tratta di temi che hanno conseguenze rilevanti sui territori e per le famiglie. L’opinione pubblica è smarrita perché la politica non racconta la possibilità di un altro futuro. Papa Leone ha invitato all’impegno e non al silenzio ed ha ragione. Non si può essere ostaggio di coloro che non vogliono cambiare il mondo per interessi economici, mire di conquista, volontà di potenza.
* ex deputato