E’ veramente sorprendente ed in senso negativo che nelle nostre società in profonda trasformazione non si manifesti la benché minima capacità sociale di analisi degli eventi attuali.
Non si può negare che le cose si stiano susseguendo con un ritmo veramente e quasi forsennato.
Storicamente non accade molto spesso ma quando accadde nel passato si determinarono delle cesure molto “severe”.
Sarà il caso di ripercorrere con la massima sintesi quanto è avvenuto nel corso degli ultimi anni con la guerra in Ucraina. Più precisamente sarà opportuno uscire dalle favole che vengono dispensate dai mass media dominanti nelle quali i protagonisti sono i buoni (i paesi occidentali) ed i cattivi (la Russia).
Questa semplificazione (che è sicuramente interessata) non consente di capire le reali cause delle guerre che in generale sono lunghe e profonde. Sia ben chiaro: la Russia ha deliberatamente agito in modo illegittimo invadendo l’Ucraina. Questo è assolutamente da respingere. Analizzare le cause di questa “operazione militare speciale” necessiterebbe di molto più spazio di quello ammissibile. Sarà l’occasione di un’altra volta.
In questo momento vorrei però soffermarmi sulle politiche dell’Europa che Europa non è poiché non ha una struttura federale e quindi non ha un ministero degli esteri. L’Europa è fermamente e deliberatamente vocata ad una guerra prossima ventura con la Russia. Non riesco a capacitarmi come non vi sia tuttora una protesta dei popoli contro il richiamo continuo alla guerra. Forse è stato perso il ricordo delle due guerre mondiali con tante decine di milioni di morti del secolo scorso?
E’ molto deludente. La guerra è morte ed è violenza elevata all’ennesima potenza. In Ucraina sono morti forse secondo stime approssimative e prudenziali oltre due milioni di persone. Vogliamo riproporre scenari di questo genere nel nostro continente? Ma perché?
La propaganda costante ed anche esasperata vuole portarci ad ammettere che la Russia voglia e vorrà invadere l’Europa quando per Europa naturalmente intendiamo tutti quegli stati che dopo il 1991 sono stati cooptati all’interno della Nato. Tutti i paesi dell’est Europa furono annessi all’Occidente unipolare.
Ricordo una espressione di Papa Francesco che espresse chiaramente un concetto in modo icastico sulla politica unipolare occidentale dal 2014 e cioè dopo il colpo di stato
di iniziativa americana di piazza Maidan a Kiev. Il 3 maggio 2022 riflettendo sulle cause e sulle radici scatenanti il conflitto ipotizzò che “l’abbaiare della Nato alla porta della Russia” avesse potuto “indurre il Capo del Cremlino a reagire male e a scatenare il conflitto”.
Ma perché l’Occidente “abbaiò”?
Devo ammettere che troppo spesso gli americani vengono definiti come approssimativi, poco intelligenti e fondamentalmente violenti e vocati all’uso della forza bruta. La seconda parte del giudizio è evidentemente vera ma la prima no. Gli americani, quelli cioè degli Usa, sono molto intelligenti, molto astuti ed anche molto razionali, previdenti e programmatici. Già dal 1997 Brzezinski, già consigliere per la sicurezza nazionale durante la presidenza Carter, nel suo celebre libro “La scacchiera”, ipotizzò l’adesione dell’Ucraina all’Occidente.
Dunque le programmazioni della politica estera americana sono molto elaborate, pensate ed attuate con determinazione, raziocinio e pazienza. Tutti sapevano che il coinvolgimento dell’Ucraina alla Nato avrebbe determinato molto probabilmente un conflitto.
Era quello un interesse dell’Europa?
La guerra con la Russia era a vantaggio del vecchio continente?
Sicuramente era noto che l’economia della Germania poggiava su tre gambe: la fornitura dell’energia a basso costo dalla Russia; le esportazioni in Cina di prodotti di alcuni settori industriali; la dislocazione della produzione a basso costo di articoli dell’industria (soprattutto automobilistica) in altri paesi come l’Italia. Con la guerra Ucraina queste basi sono state distrutte.
L’economia tedesca è in crisi profondissima. Infatti il prezzo dell’energia importato dagli Usa è cinque volte superiore a quello del passato. La Germania aveva puntato sul nord stream 2 per incrementare i rapporti strategici con la Russia. Che fine ha fatto il nord stream”?
Oggi nei circoli anche più accreditati di esperti politologi e di analisti geopolitici si ripete costantemente che la politica europea è incomprensibile e suicida. Sul secondo giudizio non c’è nessun dubbio. Ma non concordo sul giudizio di “incomprensibile”.
La politica europea infatti si è mossa e si muove secondo un presupposto e cioè che il proseguimento della guerra in Ucraina indebolirà la Russia; che la Russia si disgregherà e che conseguentemente il suo frazionamento determinerà la nascita di molti piccoli stati. Sarà facile quindi ridurre queste nuove formazioni statali in una condizione di dipendenza di tipo neocoloniale. Questo era il progetto di Biden e dell’Europa. E’ evidente che le classi politiche dirigenti europee non riescono a liberarsi degli antichi impulsi coloniali che da 500 anni hanno costituito la base del predominio dell’Occidente.
Quindi è una intenzione lucida. E’ però destinata a fallire miseramente e con ciò il fallimento del vecchio continente sarà assicurato.
Ma allora chi ha vinto?
Gli americani hanno vinto a metà: infatti hanno ottenuto un enorme vantaggio: l’Europa è stata scissa dalla Russia. Con la Russia l’Europa poteva diventare una potenza in grado di recitare un ruolo mondiale altissimo. Ora è rimasta soltanto una colonia dalla quale viene estratto un gran valore per l’egemone.
Quindi una vittoria a metà per gli americani che nel frattempo non solo riusciti a battere una Russia che ha già vinto la guerra in Ucraina alimentata dalla Nato.
In fondo gli americani volevano prendere “due piccioni con una fava”. Ne hanno preso solo uno.
Gli europei sono ora lì come “un piccione….!”






































