IL POSTO | di Amleto Spicciani

Ognuno di noi vorrebbe trovare un “posto” dove sentirsi a casa. Tanto più oggi che viviamo in modo globale. Gli immigrati potrebbero dirci che significa non essere a casa. Ma è facile immaginarlo. Io non mi sentirei a casa nel duomo pistoiese di San Zeno, come suppongo che un pistoiese non si sentirebbe a casa nel duomo pesciatino di Santa Maria.

A 92 anni mi hanno proposto di vendere la mia casa e con il ricavato pagarmi la retta di un ricovero per anziani: è stato come se ascoltassi una sentenza di morte.

La mia mamma mi diceva, quando non ne potevo più di Pescia, che dovevo amare questo posto, perché ci ero nato. Sono stato obbediente e ho amato Pescia e la sua Chiesa.

Ecco perché mi fa amarezza questa sua visibile decadenza, questa continua spogliazione, questo immiserirsi di uomini, di cultura, di vita sociale e politica. E’ certamente un amaro riflesso dei tempi e della storia. Ci hanno tolto il vescovo perché, dicono, in Valdinievole ci sono soltanto centomila cristiani, o almeno questo è quello che io ho capito. Ma ho anche pensato che se ci dessimo da fare saremmo in trecentomila, perché chi fa da sé fa per tre. Come mai dicono che siamo soltanto centomila?