FONDAZIONE COLLODI. Riccardo Franchi: “Unità, tutelare i lavoratori”

Dall’Amministrazione comunale riceviamo e pubblichiamo.

L’Amministrazione comunale guarda con forte preoccupazione alla situazione che sta vivendo la Fondazione Collodi.

Stiamo parlando di un’istituzione che rappresenta non solo un patrimonio culturale e identitario per la nostra comunità, ma anche una risorsa fondamentale per l’economia locale, grazie all’impegno quotidiano di tanti lavoratori e all’indotto che ne deriva.

È opportuno chiarire alcuni aspetti fondamentali. Il Comune di Pescia non è socio della Fondazione né ha ruoli o responsabilità di tipo gestionale ma nello specifico rappresenta uno dei quattro membri esterni del consiglio generale insieme al Comune di Capannori, alla Regione Toscana e alla Federazione Nazionale Stampa Italiana: a ciò si aggiungono i 17 membri a vita per un totale di 21 membri.
Il Comune non può quindi esercitare alcun tipo di veto sulle decisioni adottate dagli organi della Fondazione, i quali agiscono in autonomia.

Si ritiene dunque privo di fondamento sostenere che il Comune stia ostacolando o bloccando progetti o iniziative.
L’Amministrazione, tuttavia, ha precise competenze in materia di pianificazione territoriale e, in quanto rappresentante della collettività, ha il dovere di pretendere trasparenza e chiarezza da parte di tutti i soggetti coinvolti, nel rispetto del bene comune.

Cogliendo lo stimolo emerso dall’ultimo intervento di Pescia è di Tutti per voce del suo coordinatore Salvatore Leggio, a dimostrazione che la questione è seguita da tutte le forze di maggioranza unite, nei giorni scorsi ho scritto ai sindacati confederali CGIL, CISL e UIL, chiedendo un incontro urgente: è fondamentale aprire subito un tavolo di confronto che metta al centro la tutela dei posti di lavoro e la salvaguardia di tutto ciò che la Fondazione rappresenta per il nostro territorio.

In un momento così delicato, non possiamo permetterci di restare fermi. L’Amministrazione c’è, è presente, ed è pronta a fare la sua parte; nessuno però pensi di scaricare sul Comune responsabilità che non ha o attribuire ad esso poteri che non ha“.