Feste di Maggio 2020. Giurlani promette il mare a Pescia

L’occasione è stata la presentazione del nuovo libro di Alessandro Petrocchi, “A spasso tra i ricordi – racconti e memorie tra un secolo e l’altro”, che ha recentemente debuttato in Palagio. In uno dei capitoli, Petrocchi racconta di quando “Pescia divenne una città di mare”. “Nel tratto tra i due ponti, del Duomo e di San Francesco, il letto del fiume venne ripulito da sponda a sponda. Alcune imprese locali -racconta Petrocchi-. fornirono ottimo legname con il quale venne eretta una diga fino all’altezza dei piloni che sostengono le eleganti arcate. In una settimana di lavori l’opera viene completata, finalmente il bacino apparve pronto per le regate”.

I primi a gareggiare furono i barchini di padule, poi le lance ed infine i canottieri livornesi con i loro snelli sandolini. Le regate nella Pescia durarono per ben tre giorni sebbene il “mare” fu visibile per 12 giorni, dal 29 aprile al 10 maggio.

Questa nostalgica rievocazione dei tempi che furono ha convinto il sindaco Giurlani a valorizzare il parco fluviale, “più di quanto non si stia già facendo”. Ed ha promesso che per le Feste di Maggio del prossimo anno, “si tenterà di riportare il mare a Pescia”. “Se non sarà per un periodo così ampio o per un’area altrettanto importante, l’evento rappresenterà comunque qualcosa di innovativo e “farà emozionare”. Pescia ripiomberà in quegli anni e per tutti sarà una festa”.

 

Nella foto di copertina le regate che nel 1886 vi furono nel fiume Pescia.