ODISSEA DI CHRISTOPHER NOLAN. Perchè andare a vederlo

L’adattamento dell’Odissea diretto da Christopher Nolan, con Matt Damon nei panni di Ulisse, è arrivato nelle sale confermandosi come uno dei kolossal più imponenti dell’anno. La stampa specializzata ha accolto l’opera con grande entusiasmo, pur evidenziando alcuni elementi di dibattito tra gli appassionati del poema classico.

PUNTI DI FORZA ►►► Tra gli aspetti maggiormente elogiati spicca la caratterizzazione del protagonista. Lontano dai classici stereotipi dell’eroe invincibile, l’Ulisse interpretato da Matt Damon è un uomo segnato dai traumi della guerra, ambiguo, ostinato e profondamente fallibile.

A questo si affianca una straordinaria maestria visiva e narrativa. La gestione non lineare del tempo e l’impatto viscerale della pellicola IMAX 70mm — con vette visive nella sequenza dell’Ade — raggiungono livelli altissimi, amplificati dalla colonna sonora firmata da Ludwig Göransson. Nolan spoglia così il mito omerico dalla retorica tradizionale, trasformandolo in un’indagine concettuale sull’arroganza e sulla violenza dell’essere umano.

PERPLESSITA’ ►►► Non mancano tuttavia alcune perplessità, legate soprattutto al consueto rigore cerebrale del regista, che rischia a tratti di raffreddare la carica drammatica dei legami affettivi (rendendo meno efficaci alcuni passaggi ad Itaca).

Inoltre, con una durata di 172 minuti e diverse licenze stilistiche, la pellicola si presenta come un’esperienza densa e complessa, che potrebbe spiazzare chi cercava una trasposizione strettamente filologica del testo originale.