Accade qualche volta che l’incontro con un grande personaggio susciti un fascino, un’ammirazione, un interesse, una curiosità che non si esauriscono più in una vita.
Questo è il caso del professor Oreste Ruggiero di Montecatini Terme che da decenni non cessa di approfondire con lo studio della figura del genio di Leonardo Da Vinci.
D. Professor Ruggiero ha realizzato un libro particolare dal titolo “Leonardo e Pinocchio in Valdinievole – La parola ai protagonisti montecatinesi e del territorio nel mondo”; ci può sinteticamente illustrarne le motivazioni e le finalità?
R. «Il libro nasce dal suggerimento di personaggi di Montecatini Terme e della Valdinievole che operano con successo nel mondo i quali, in un incontro in Regione di due anni fa, proposero di valorizzare nei luoghi dove essi operano (dalla Thailandia all’America e naturalmente Europa), il nostro territorio attraverso i due suoi celebri personaggi: Leonardo e Pinocchio.
Mi sono messo dunque al lavoro per pubblicare il libro che parla di quegli amici protagonisti che operano all’estero e delle loro attività (attori, cattedratici, medici, ristoratori…) in rapporto ai molteplici interessi di Leonardo da Vinci e al nostro territorio.
Molti di loro erano presenti alla presentazione del libro, ora attendendo, ed è per questo che ho pubblicato l’opera, che essi diventino ambasciatori nel mondo, nell’ambito delle loro conoscenze e delle Istituzioni all’estero, del territorio della Valdinievole.
Non so se quanto auspicato avrà seguito, ma comunque da questo lavoro è nato qualcosa di molto positivo ed è l’Associazione “Montecatini delle Acque e la Valdinievole di Leonardo” di cui Franco Nardini è presidente, Antonio Pagni vicepresidente e Giuseppe Romano segretario generale, con lo scopo di legare il nome prestigioso di Leonardo al nostro territorio».
D. Il 16 maggio scorso questa sua opera è stata presentata ad un pubblico qualificato, numeroso ed interessato presso lo stabilimento termale Tettuccio di Montecatini Terme. In quella occasione come si sono espressi i rappresentanti principali delle istituzioni pubbliche? Il suo richiamo all’esigenza di uno sviluppo culturale della società valdinievolina sulle “orme” di Leonardo da Vinci e di Pinocchio è apparso subito stimolante e suggestivo?
R. «Era presente per il saluto istituzionale, assieme a tante altre autorità, il Sottosegretario della Regione Toscana Bernard Dika che ha pronunciato parole, per me inaspettate quanto preziose, nei confronti di questa idea e del mio lavoro di anni. Parole che fanno davvero ben sperare per la partecipazione della Regione all’auspicabile sviluppo del progetto futuro. Ma non voglio interpretarle e poiché l’evento è stato registrato, riporto alcune frasi del sottosegretario Dika: “Parlare di Pinocchio e Leonardo non è solo un’operazione nostalgica o culturale fine a se stessa, non è questo. É la scelta di aver capito che investire su questo piano culturale significa investire nello sviluppo della crescita della nostra economia, dei nostri territori di tutta la Valdinievole. Perchè nel mondo ci sono luoghi che hanno bellezza e luoghi che hanno identità, la Valdinievole ha entrambe, ha la bellezza e ha l’identità; e io davvero ringrazio l’architetto Oreste Ruggiero perché ci ha sempre stimolati a capire il tesoro che avevamo e che abbiamo tra le nostre mani. E questo significa superare gli steccati, superare i confini, i campanili e comprendere quanto insieme siamo più forti: poter offrire al mondo il racconto che dal simbolo dell’infanzia dell’Italia nel mondo, pensate, dopo la Bibbia e il Piccolo Principe, Pinocchio è il libro più tradotto nel mondo, in lingue, in idiomi nel mondo; poi il genio di Leonardo… Ecco abbiamo nel mezzo fra Leonardo e Pinocchio le Terme, il Padule di Fucecchio, Borghi, eccellenza nell’agro alimentare dell’olio e del vino del Montalbano. Dove si trova qualcosa di così straordinario nel mondo? Significa crederci, crederci e sapere cosa abbiamo fra le mani e valorizzarlo. Per questo noi dobbiamo davvero dire grazie, almeno io personalmente all’architetto Oreste Ruggiero per questa tenacia, per questa voglia che lo spinge con passione a comprendere questo potenziale e a unirci tutti assieme: professionisti, istituzioni, associazioni, realtà, cittadini per non disperdere questa ricchezza che c’è nel nostro territorio. Quindi davvero io ci tengo di cuore a ringraziarti architetto perché tutto questo che tu hai fatto: dal libro, ai convegni, ai momenti insieme, ci hanno fatto comprendere questo potenziale enorme”.
Credo, in risposta alla sua interessante domanda, di non dover aggiungere altro alle parole del Sottosegretario regionale».
D. Il suo lavoro negli ultimi decenni, nonostante frequenti presenze all’estero dal Centro Culturale di Doka in Qatar al Museo Ermitage di San Pietroburgo, è concentrato su Leonardo da Vinci e in modo particolare, fra l’altro, sulle sue relazioni proprio con la nostra Valdinievole. Ha “indagato” in questo senso un suo particolare disegno del 1473 che sarà oggetto di una prossima pubblicazione di carattere scientifico. Può anticipare gli elementi salienti di questo suo ulteriore e sicuramente valido lavoro?
R. «Quelli sull’arte del ‘400 e ‘500 sono in realtà studi di decenni e, dopo Piero della Francesca, Botticelli e Giorgione, sto da anni approfondendo la figura di Leonardo che va ben oltre le sue macchine, quindi attraverso il suo pensiero che ci ha lasciato scritto nei sui Codici ed ha ancora tanto da dirci.
In questa logica pubblicai uno studio, presentato al nostro Istituto di Cultura a Vienna nel 2015 e all’Ambasciata Italiana in quella città nel 2016, sul disegno giovanile di Leonardo del paesaggio del 1473. Un paesaggio che ritengo fortemente rappresenti la Valdinievole, ma soprattutto che all’interno di esso ci siano delle figure che costituiscono un racconto emblematico. La pubblicazione che tratta questi argomenti attraverso il metodo scientifico e intuitivo è pronta e mi farebbe piacere presentarla, naturalmente aperto a tutte le considerazioni e riflessioni, come progetto unitario del territorio. Come sostiene Dika sarei felice che questo lavoro diventasse uno strumento del territorio della Valdinievole, non certo come dogma ma come elemento di attrazione e di confronto. Altrimenti questo studio sarà comunque un esercizio di carattere intellettuale che presenterò presso la Fondazione Leonardo da Vinci di Milano e l’Università Prisca Sapientia Institute di Zurigo, diretta dal Professor Torello Lotti, il cui vice è Dario Nardella, che mi hanno già fatto richiesta, oltre ad introdurre con prestigio il nuovo lavoro, in tal senso».
D. A parere suo quanto potrebbe valere in senso generale una promozione culturale e di consapevolezza della statura geniale di Leonardo non solo per la società valdinievolina ma anche per la sua economia segnatamente turistica?
R. «Unire il nome di Leonardo alla Valdinievole non è una velleità, pochissimi territori hanno i nomi dei Comuni di appartenenza scritti di pugno da Leonardo in una mappa, il che significa che Leonardo ha visitato quei luoghi.
Nella mappa per il nuovo corso navigabile dell’Arno Leonardo scrive i nomi dei comuni della Valdinievole fra i quali Collodi, ma anche San Gennaro (su cui potrei dire qualcosa come coordinatore per il restauro dell’Angelo attribuito a Leonardo da Vinci) e oltre.
La Valdinievole, com’era nel progetto di Leonardo, diverrebbe il porto fra il percorso della deviazione dell’Arno da Firenze al mare; il nostro territorio diverrebbe il baricentro di quel “percorso” che verrebbe a coinvolgere tante realtà culturali, economiche e turistiche.
Ma per mettere in atto questo andrebbe costituito quell’anello culturale che fa parte del progetto più esteso dell’Anello ciclabile della Valdinievole, promosso e finanziato dalla Fondazione CARIPT.
Nell’occasione dell’inaugurazione della Piazza Leonardo e Pinocchio di Massa e Cozzile e dell’opera d’arte che le ha dato il nome, è stato con grande piacere e ammirazione che ho accolto le parole del Professore Raffaele Lenzi per il progetto “Leonardo e Pinocchio e la Valdinievole”. Parole che non intendo, come quelle di Dika, interpretare ma riporto come sono state pronunciate: “La Fondazione ha nel suo statuto quello di supportare i territori, supportarne lo sviluppo, supportarne gli interventi di rigenerazione urbana, in qualsiasi settore della cultura. Ma non sempre si riesce a instaurare un dialogo proficuo, non sempre c’è quella energia, quell’entusiasmo, quella capacità di cogliere l’opportunità; in particolare in questo bando ‘Piccole Bellezze’ che la Fondazione mette a disposizione del territorio com’è stato in questa occasione. Quindi veramente il dialogo fra la Fondazione e il Sindaco Niccoli è stato un dialogo estremamente proficuo, direi esemplare per noi come Fondazione e vorremmo che si potesse ripetere il dialogo con tutti i comuni della Valdinievole. Questa opera e quest’intervento ha un ulteriore elemento di particolare interesse che va oltre quello del territorio di questo comune nel senso che l’opera di Oreste Ruggiero è un’opera che riconosce e segnala all’attenzione di tutti noi un elemento di forte identità, l’identità della Valdinievole e al di là poi della strutturazione diciamo amministrativa. E questa proliferazione di vari comuni, di varie organizzazioni dal punto di vista amministrativo, ha però una sua identità territoriale culturale che l’opera di Oreste Ruggiero (un genio toscano fra i geni toscani…) coglie bene da Collodi a Vinci nell’espressioni di Carlo Lorenzini e di Leonardo da Vinci. Coglie bene questa identità territoriale e la necessità che a questa identità territoriale si dia sempre di più evidenza e si crei un dialogo stretto fra le varie realtà territoriali e in questa prospettiva la Fondazione vuole stare sempre al fianco degli enti del terzo settore, delle organizzazioni che operano sul territorio e in particolare ovviamente degli enti locali per tutte le loro iniziative. Siamo pronti ad affiancarli e a supportarli il più possibile per valorizzare al massimo questo territorio della Valdinievole che merita molto e ha molto da dare”».