Il personale ARPAT dei Dipartimenti di Pistoia e Lucca ha effettuato nei giorni scorsi dei sopralluoghi quotidiani per accertare l’origine degli odori molesti rilevati dai residenti nella zona compresa tra Villa Basilica e Collodi.
“In tutti i sopralluoghi effettuati non sono mai stati percepiti odori particolarmente irritanti, molesti e persistenti, ad eccezione del 26 settembre. Infatti, solo in occasione del primo sopralluogo, richiesto dalla sala operativa del Sindaco di Pescia ed effettuato a Collodi, in località Ponte a Villa nel Comune di Villa Basilica, è stato percepito odore acro”., è scritto nella nota di Arpat.
“I sopralluoghi si sono estesi anche in località Veneri e Macchie di San Piero, ma non è stato possibile risalire all’origine delle maleodoranze, vista l’assenza di fumi, gas, vapori e nebbie. La tipologia degli odori segnalati è stata molto varia e generica (odore di bruciato da cavi elettrici, odore di ammoniaca…) riguardante un’area molto estesa dove sono presenti insediamenti produttivi, artigianali e di servizi) e, quindi di difficile identificazione”.
“Considerato che l’odore percepito era indicato come diffuso e pungente, non è da escludersi l’ipotesi di eventuali malfunzionamenti della rete fognaria della zona, del metanodotto oppure ancora della rete elettrica e che la distribuzione sia stata influenzata dalle condizioni metereologiche. È stato richiesto, infatti, ad Acque Spa di attivare controlli sulla rete fognaria della zona e delle condotte provenienti dagli insediamenti produttivi”.
Il personale ARPAT di Lucca, di concerto con il Gruppo Carabinieri Forestali, ha eseguito un accertamento esterno ed interno presso un cartonificio in località Ponte a Villa, dove si avvertiva un leggero odore di processi depurativi, che comunque non appariva riconducibile alla tipologia di maleodoranze segnalata. “Il cartonificio, spesso indicato come sorgente, è stato oggetto di due ispezioni, ma non è stato identificato come la causa della maleodoranza. È stata, inoltre visionata anche l’area a valle del cartonificio, dove sono situati altri impianti produttivi, ma anche in questo caso gli accertamenti hanno dato esito negativo”.
A questo punto, per ARPAT, è necessario, per la prosecuzione delle indagini, l’attivazione di un sistema organizzato di raccolta e validazione delle segnalazioni in collaborazione con gli enti locali dislocato nelle aree di interesse. Le informazioni raccolte, validate e geo-referenziate potranno essere elaborate dall’Agenzia, insieme ai dati metereologici, per restringere quanto più possibile l’area di intervento.