“Cosa sarà della nostra città, quando l’emergenza sarà finita?”. Il monito del Pd

Dal Partito Democratico di Pescia riceviamo:

“Domandiamoci cosa sarà della nostra città, quando l’emergenza finirà.
Tanti spunti possono venire a mente, proviamo a cominciare parlando dei nostri centri
abitati.
Il Decreto Rilancio, all’articolo 181, ha dato l’opportunità agli esercenti della
somministrazione diretta di occupare il suolo pubblico adiacente ai locali per rilanciare le
proprie attività.
In particolare il terzo comma del succitato articolo permette ”ai soli fini di assicurare il
rispetto delle misure di distanziamento connesse all’emergenza da COVID-19, e
comunque non oltre il 31 ottobre 2020, la posa in opera temporanea su vie, piazze, strade
e altri spazi aperti di interesse culturale o paesaggistico, …, di strutture amovibili, quali
dehors, elementi di arredo urbano, attrezzature, pedane, tavolini, sedute e
ombrelloni…” esentando dalle autorizzazioni del Codice dei Beni Culturali e del
Paesaggio.

La norma, in definitiva, con quel “ai soli fini di assicurare il rispetto delle misure di
distanziamento”, vuol esser perentoria e già impone una scadenza per interventi che gli
esercenti si sono sudati e che, oltre a permettere loro di tirare avanti, a nostro avviso ha
migliorato la vivibilità delle aree abitate.
Il ritorno del freddo affievolirà l’uso dei suddetti arredi urbani, pare naturale, ma se il
risultato, che nelle intenzioni doveva essere sopravvivere, ci ha portati a vivere, forse più
di prima, gli spazi che già conoscevamo e a cui siamo legati, quale logica c’è nel voler a
priori negare l’opportunità di mantenere ciò che di buono é nato dalla tragedia della
pandemia?

Ciò premesso, vorremmo lanciare una sfida al Governo, Locale e Sovralocale, per le
rispettive competenze in ambito turistico e di tutela dei beni culturali e paesaggistici,
perché in certi casi non basta chiedere alla propria Amministrazione Comunale di farsi
carico di un’istanza, quando un procedimento richiede competenze diffuse, e sì qualora
qualcuno se lo stesse domandando oltre al Ministero di turno collaborano in questi
procedimenti anche tutti gli altri enti territoriali quindi regioni, nonché i comuni, le città
metropolitane e le province.
La sfida é la seguente: che si tratti di fare o disfare norme, ci sia il massimo impegno, la
ferrea e decisa volontà, quando tornerà il caldo, ad autorizzare nuovamente, indicando
come fare, persino prevedendo la stabilizzazione di certe soluzioni, piuttosto che negare,
per facilità, sulla base di norme e valutazioni (termine opportunamente selezionato), che
forse avrebbero bisogno di un ritocco anti età”.