La dura convivenza tra ciclisti e automobili

Matteo Simoni, candidato PD alle ultime elezioni comunali, si è espresso così sulla problematica della convivenza fra ciclisti ed automobilisti che sta assumendo toni a dir poco drammatici. <Andiamo avanti nell’assenza di leggi attuali e quelle che già ci sono non vengono ne’ applicate né fatte rispettare – ha detto Simoni->. <Proprio la Toscana, dove nel 2013 andarono in scena i mondiali di ciclismo professionisti e che diventò ancora più nota al mondo come “TUSCANY LAND OF CYCLING”, potrebbe assumere il ruolo di leader di un cambiamento oltre che auspicabile, a dir poco necessario. Pur nella ristrettezza di risorse economiche e strutturali – ha continuato -, le singole amministrazioni comunali potrebbero iniziare un percorso che negli anni porterà miglioramenti tangibili, considerato che la mobilità dolce, oltre che economica, è anche un segno di civiltà, di rispetto per l’ambiente, garanzia di salute per le generazioni future>. <Data la difficoltà di creare ovunque piste ciclabili sarebbe fattibile, fin da domani, l’individuazione di strade principalmente comunali dove incentivare e promuove il traffico dei ciclisti, segnalandolo con apposita cartellonistica ed una volta creato uno di “web comunale” di strade del ciclista iniziare a disincentivare il transito degli stessi da certi tipi di strade, dove per varie ragioni, la loro presenza rappresenta un pericolo per se stessi e gli altri>. <Parallelamente nelle scuole primarie dovrebbe essere iniziato un progetto di formazione stradale, dove i bambini/ragazzi, ciclisti per natura, dovranno essere invitati all’uso del casco anche se la legge non lo prevede, al rispetto del codice stradale. A cadenza annuale potrebbe essere inaugurata una strada od un percorso, magari integrandola quando le risorse lo consentano con una vera e propria pista ciclabile. Nel giro di una decina di anni se le amministrazioni locali si facessero promotori di un progetto di questo genere, sostanzialmente privo di costi, avremmo fatto un grande passo in avanti e la convivenza fra ciclisti ed automobilisti ne uscirebbe sicuramente migliorata. Penso anche che in un quartiere dove transitano molte biciclette possa diventare un quartiere più sicuro e dove anche la microcriminalità avrà meno spazi rispetto ad quartiere dove le persone transitano velocemente in macchina senza aver modo di vedere cosa realmente accade intorno a loro>.