Secondo Paolo Marmai, Paolo Biagini, Matteo Simoni, Silvano Sarrini, Marco Angeli, Franco Bonelli e Marco Guerri del Partito Democratico “Antonio Abenante e Oreste Giurlani sono due tra i peggiori sindaci della storia di Pescia, che, anche se per motivi diversi, hanno governato per quasi dieci anni gettando questa comunità nel buio amministrativo più profondo”.
Secondo i sette esponenti, che si definiscono “di spicco del Pd pesciatino”, “la città versa in uno stato sociale ed economico comatoso”. Anche la decisione di trasferire la proprietà del nuovo mercato dei fiori di via Salvo D’Acquisto dalla Regione al Comune “si rileverà un errore strategico in termini di disimpegno della stessa Regione nei confronti del settore floricolo”.
Per Marmai e gli altri, insomma “il centrosinistra ha delle colpe storiche per aver espresso amministratori non all’altezza delle sfide da affrontare”. “Abdicando al suo ruolo di selezionatore della migliore classe dirigente per affidarsi alle primarie dove la scelta è stata demandata a una fetta di elettorato influenzato in parte da dinamiche clientelari e di potere dove gruppi di interesse in ambito politico e civico hanno deciso il risultato”. Il riferimento è alle primarie per scelta del candidato Sindaco del 2008, quando Abenante ebbe la meglio su Guja Guidi, e del 2014, quando Giurlani vinse su Andrea Giuntoli.
Il comunicato dei “sette” si dilunga poi accusando “qualcuno”, (difficile capire di chi si tratta, almeno per i non addetti ai lavori ma immaginiamo l’accusato possa essere il consigliere regionale Marco Niccolai, ndr) che dalle disgrazie del Pd a Pescia “ha costruito la sua fortuna e carriera politica non pagando mai, almeno non ancora, le responsabilità delle proprie scelte e di quelle della corrente che ha sempre capeggiato come una falange armata”. Sempre questo “qualcuno”, “continua a giocare allo sfascio nel suo partito e nella città piuttosto di perpetrarsi nel suo prestigioso incarico di consigliere regionale”.
Nella foto di copertina Marco Guerri con l’ex deputato Edoardo Fanucci