C’è una tradizione che a Pescia, dal secondo dopoguerra a oggi, non era mai stata messa in discussione: il riconoscimento della cittadinanza onoraria ai Vescoi della Diocesi. Un gesto che va oltre il semplice cerimoniale. Esso rappresenta l’abbraccio di un’intera comunità civile a chi ha guidato la vita spirituale. Eppure, con l’imminente pensionamento di Monsignor Fausto Tardelli, questa consuetudine sembra aver subito una brusca interruzione.
“Una rottura con la storia”, è la denuncia di Oreste Giurlani.
“Da decenni, ogni Vescovo che ha servito Pescia, con l’unica eccezione di Monsignor Luigi Romoli, ha ricevuto questo riconoscimento come segno di gratitudine e appartenenza”.
Sono cittadini onorari della città di Pescia: Angeli Simonetti (Vescovo dal 1907 al 1950), Giovanni Bianci (1977-1993), Giovanni De Vivo (1993-2015) e Roberto Filippini (2015-2023).
“Negarlo oggi a Monsignor Fausto Tardelli non è solo una scortesia istituzionale verso l’uomo, ma appare come un preoccupante sintomo di disaffezionamento della politica e delle istituzioni locali verso la radice cristiana che tiene unito il nostro territorio”, ha detto Giurlani.
Che rincara preoccupato, “Il silenzio dell’amministrazione comunale non è solo una questione di bon ton. In Vaticano, questi segnali di distacco tra la comunità civile e la guida religiosa vengono osservati con attenzione. Il rischio è che questa mancanza di calore venga interpretata come un segnale che Pescia non sente più il bisogno di una propria sede vescovile autonoma”.
Potrebbe infatti giungere nei prossimi giorni la decisione del Santo Padre Leone XIV al riguardo della guida delle Diocesi di Pescia e Pistoia.
“Se Pescia viene percepita come una realtà tiepida o indifferente, il Papa potrebbe decidere di non nominare un nuovo Vescovo specifico per la nostra città. Perdere la centralità della Diocesi significherebbe per Pescia perdere un pezzo fondamentale della propria storia, del proprio prestigio e della propria autonomia amministrativa in ambito ecclesiastico”.
LE BELLE PAROLE DI MONSIGNOR TARDELLI PER LA CITTA’ DI PESCIA ►►► In occasione del compimento dei 75 anni, lo scorso 5 gennaio, Tardelli ha detto “Pistoia e Pescia, sono due chiese che ho amato e che amo. Pescia da meno tempo ma con non minore intensità. Al di là della soluzione che il Santo Padre riterrà più giusta per il futuro, personalmente credo che Pescia abbia le carte in regola per avere un vescovo proprio“.