“Non c’è pace per Pescia: adesso anche il revisore dei conti del San Domenico è finito a processo in un’inchiesta per mafia con base nel catanzarese.
Ancora una volta, seppur indirettamente, il nome della nostra città è legato a casi giudiziari di rilevanza nazionale”.
Sono le dichiarazioni del consigliere comunale di Fratelli d’Italia Giacomo Melosi. “Le illazioni a me non sono mai piaciute e facile sarebbe adesso puntare il dito contro il sindaco, sottintendendo chissà quale motivazione, visto che la nomina del revisore è diretta e fiduciaria e non avviene per estrazione a sorte.
A me piace invece parlare carte alla mano e va detto, ad onor del vero, che la nomina del revisore è avvenuta nel 2019, due anni prima dell’indagine che lo ha portato a processo ed è scaduta a dicembre 2022. I suoi rapporti con il nostro comune sono quindi da ritenersi conclusi. Rapporti che tra l’altro vedevano un compenso di 3mila euro annui, una cifra davvero irrisoria anche qualora qualche mente malpensante volesse costruirvi sopra un caso.
Il sindaco avrebbe sicuramente potuto scegliere un revisore della zona, senza andarlo a prendere a Cortona, come ebbi a dire al momento della nomina, per una questione di territorialità che però ha poco a che vedere con questa vicenda, che alla luce dei fatti non posso che ritenere, al momento, una sfortunata coincidenza che, almeno stavolta, non fa sfigurare la nostra città”.