E’ trascorsa appena qualche ora dal voto del primo turno delle elezioni amministrative che è già tempo di nuove strategie in vista del ballottaggio del prossimo 24 giugno.
Il vincitore della prima tornata elettorale Oreste Giurlani si è detto contentissimo del risultato raggiunto ma non sorpreso. “Già da alcune settimane, i miei collaboratori ed io, andando in giro, stavamo percependo un affetto ed una vicinanza che si sono poi tradotti nel risultato di ieri”. “I cittadini di Pescia hanno apprezzato il fatto che non ci fossero liste di partito a sostenere la mia candidatura e hanno capito che con questi partiti non si va da nessuna parte, in preda a veti incrociati e a interessi più o meno occulti”. Giurlani ha definito la coalizione di centrodestra che sostiene Conforti “la vecchia Giunta Marchi col vestitino nuovo”. Non farà apparentamenti, ma ha lanciato un appello a tutti quelli che hanno votato Giancarlo Mandara, Partito Democratico, Movimento Cinque Stelle, a esprimere il loro voto per la sua candidatura, “siamo pronti a interpretare le istanze di cambiamento espresse dall’elettorato, in buona fede e distanti dai partiti”.
Deluso, ma non vinto, è invece Francesco Conforti. Il candidato ha garantito di credere in una rimonta, “se tutti coloro che non hanno votato Giurlani, decideranno di esprimersi a mio favore”. “Ne va del bene della città -ha detto Conforti-, d’altronde è bene ricordare che Giurlani, fuori dal Partito Democratico ha solo nemici, nessun interlocutore, sia esso politico o finanziario, è disposto a dargli credito. Con Giurlani Pescia rischia l’isolamento“. Cosa non ha funzionato? “Le diverse componenti della coalizione hanno talvolta parlato lingue diverse creando confusione negli elettori”. “Ha funzionato invece la strategia di comunicazione, iniziata prima di Natale. E’ stata rispondente in pieno alle mie idee e proposte”. Conforti non intende mollare: “con alcune forze politiche vi sono indubbie affinità, penso ad esempio a quelle rappresentate da Giancarlo Mandara e Giacomo Melosi”. Un regalo inaspettato a Conforti potrebbe giungere anche da una parte del Partito Democratico che, magari sottotraccia, potrebbe dare indicazione di votare il medico pur di non ritrovarsi Giurlani sullo scranno più alto di palazzo Vicario.