A incastrare il 40enne è stata la dipendenza economica dai familiari. Sapendo che il soggetto non aveva mai lavorato, i Carabinieri della Stazione di Massarosa hanno intuito che non avrebbe potuto finanziare da solo la propria latitanza e hanno messo sotto controllo i movimenti finanziari della famiglia.
I sospetti si sono concentrati su una carta Postepay intestata al padre: ogni mese venivano caricati circa 1.500 euro dall’Italia, puntualmente prelevati in contanti presso gli ATM di Denpasar, nell’isola di Bali. Attraverso riscontri documentali con Western Union, i militari sono riusciti a collegare l’uso della carta al latitante, individuando la sua utenza telefonica e l’hotel presso cui alloggiava.
I FATTI ►►► Risalgono al gennaio 2021, quando l’uomo aggredì una prostituta a Massarosa con calci, pugni e minacciandola di morte con un coltello a serramanico dalla lama arrugginita, costringendola a subire un rapporto sessuale non protetto eiaculando all’interno della vagina, e rapinandola di 500 euro.
Diventata definitiva la condanna nel giugno 2023, la Procura di Lucca ha emesso l’ordine di carcerazione, ma al momento dell’esecuzione il 40enne J.F., originario di Firenze e residente in Massarosa, si era reso irreperibile.
Su segnalazione della Procura, le autorità indonesiane hanno emesso un decreto di espulsione scortando l’uomo alla frontiera aerea. All’atterraggio a Fiumicino, ad attenderlo c’era la Polizia Criminale: per il 40enne si sono aperte le porte del carcere di Civitavecchia.