Sono 1.005 gli interventi di rigenerazione urbana finanziati dai fondi PNRR, in tutta Italia, che potranno essere completati. Il termine lavori, inizialmente previsto per il 30 giugno 2026, è stato prorogato al 31 dicembre 2027.
Ci ha pensato il Ministero dell’economia e delle finanze, che ha ridisegnato il perimetro degli interventi che concorrono al traguardo europeo. Confermati anche i finanziamenti: per quanto riguardo il ponte dei Marchi, 1.157.467 euro. CLICCA QUI
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Fa sorridere la classe politica, un pò in generale ma noi guardiamo a quel che succede a Pescia, impegnata ad arrogarsi un merito che non le appartiene. Un modo semplice per raccogliere consensi, correndo tuttavia il pericolo di clamorose cadute di stile.
Di seguito si riportano alcune dichiarazioni, senza alcun nostro commento, se volete fateli voi…:
Riccardo Franchi: “Tutti gli allarmi di chi annunciava che avremmo perso le risorse si sono rivelati infondati. Abbiamo sempre scelto di non alimentare polemiche, anche di fronte a evidenti inesattezze o strumentalizzazioni, continuando a lavorare con serietà. I fatti ci hanno dato ragione!”.
Giacomo Melosi: “L’amministrazione adotta un atteggiamento inaccettabile: i meriti sono sempre loro, mentre la colpa dei problemi è sempre altrui, anche quando è evidente il contrario. Una totale mancanza di onestà intellettuale e di rispetto verso i cittadini”.
Letizia Bagnoli: “Sì, il Ponte dei Marchi si farà e siamo felici per Pescia. Ma evitiamo di riscrivere la storia: il merito del finanziamento è del Governo, che ha salvato l’opera. Quando le cose vanno bene, serve l’onestà intellettuale di riconoscerlo”.
Oreste Giurlani: “Resta il fallimento della giunta Franchi per il Ponte del Marchi, con la perdita di 1,5 milioni di euro di finanziamenti e la restituzione di 450.000 euro, a dispetto delle rassicurazioni del Sindaco che prometteva il completamento dei lavori entro giugno. Nonostante la ciambella di salvataggio del governo Meloni, dubito che l’attuale amministrazione abbia le capacità per gestire la situazione. Restano infatti le opere parzialmente realizzate, cavi penzolanti che rendono l’area pericolosa e il concreto pericolo di un contenzioso legale con la ditta esecutrice”. LS