Nella giornata di sabato 25 aprile sono state svelate a Pescia due pietre d’inciampo in ricordo di Ester Servi e Fortunato Della Riccia.
In via dei Marchi, all’esterno dell’abitazione da dove il 18 aprile 1944 fascisti e nazisti prelevarono Ester Servi e Fortunato della Riccia, coniugi di origine ebrea. I due, dopo essere condotti in carcere, lui a Pistoia, lei a Firenze, furono trasferiti al campo di Fossoli, da dove il 16 maggio partirono sul convoglio numero 10 diretto ad Auschwitz; furono gli ultimi due valdinievolini ad essere deportati nei campi di sterminio, dove persero la vita.
LA STORIA DI ESTER E FORTUNATO ►►► Umberto Natali era il fattore di una tenuta di proprietà di Fortunato Della Riccia a Pescia. Fortunato Della Riccia era un ebreo che viveva a Firenze, con sua moglie, Ester Servi e le sue tre figlie, Lea, Michal e Miriam che nel 1943, dopo l’occupazione tedesca, si era trasferito a Pescia, dove poche persone li conoscevano. Nell’autunno-inverno del 1943 la famiglia si spostò nel centro del paese, pensando di riuscire a mantenersi meglio in incognito. I coniugi Della Riccia si rivolsero poi a un conoscente, Mario Michelotti, impiegato al comune di Firenze, affinché gli fornisse documenti falsi. L’uomo però si approfittò in modo malvagio della situazione: estorse loro molto denaro e alla fine li denunciò. In seguito a tale delazione Fortunato e Ester, il 18 aprile 1944, furono arrestati da elementi della polizia tedesca e fascista repubblicana, e deportati ad Auschwitz. La figlia maggiore Miriam riusciva invece a fuggire, dirigendosi verso la fattoria di Natali, dove venne accolta e assistita.
LE PIETRE D’INCIAMPO ►►► Una pietra d’inciampo è una piccola targa d’ottone, della dimensione di un sampietrino (circa 10 × 10 cm), posta nel terreno davanti alla porta della casa in cui abitò una vittima del nazismo o nel luogo in cui fu fatta prigioniera; su di essa sono incisi il nome della persona, la data di nascita, l’eventuale luogo di deportazione e la data di morte, se conosciuta.
L’iniziativa è partita a Colonia nel 1992. Ad oggi sono oltre 150mila le “pietre” installate.