La crisi legata alla Guerra del Golfo sta producendo effetti senza precedenti sulla filiera energetica.
Il Presidente di Confartigianato Pistoia, Alessandro Corrieri, interviene sulla fase di forte instabilità economica.
«L’attuale scenario internazionale sta producendo effetti pesanti e diffusi su tutto il sistema economico – dichiara Corrieri –. Le tensioni geopolitiche e le criticità nei flussi energetici, a partire dallo Stretto di Hormuz, stanno determinando un forte aumento dei costi delle materie prime e dei carburanti. L’Italia presenta una significativa dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento energetico, in particolare per i prodotti raffinati e il gasolio. Questo si traduce in una dinamica dei prezzi più accentuata rispetto alla media europea, con effetti diretti su produzione, servizi e competitività delle imprese».
Il Presidente Corrieri evidenzia come l’impatto sia trasversale: «Non è solo il tema dei carburanti: è l’intero sistema dei costi che cresce. Energia, logistica, approvvigionamenti. Le micro e piccole imprese rischiano di trovarsi con margini azzerati e una capacità sempre più limitata di programmare il futuro». «Serve una risposta strutturale – continua Corrieri – che affronti in modo organico sicurezza energetica, diversificazione delle fonti e stabilizzazione dei costi».
“Le conseguenze delle tensioni in atto stanno generando incrementi nei costi del bitume, delle materie prime polimeriche, dei trasporti e, più in generale, di tutti i prodotti ad alta intensità energetica, tra cui i laterizi, con effetti diretti sull’intera filiera delle costruzioni. Le imprese segnalano su tutto il territorio nazionale aumenti previsti intorno a una media del 20%, con una maggiore esposizione alla volatilità dei prezzi e un contesto di forte incertezza che erode drasticamente la fiducia degli operatori. In questo scenario- conclude Corrieri- il rischio è quello di una progressiva compressione dei margini operativi, con ricadute sulla stabilità dei contratti e sulla continuità produttiva delle imprese”
Sul fronte dei trasporti, il Presidente di Confartigianato Trasporti Pistoia, David D’Agostino, evidenzia una situazione particolarmente critica per il comparto.
«L’aumento del prezzo del gasolio, che in Italia ha registrato un +72% a livello industriale, rappresenta un elemento di forte pressione per le imprese dell’autotrasporto, ma anche per l’intera filiera economica che su di esso si basa. Il trasporto su strada – sottolinea – è centrale non solo per la logistica delle merci, ma per il funzionamento complessivo dell’economia. Ogni aumento dei costi si trasferisce inevitabilmente su tutta la catena del valore. Il settore dell’autotrasporto è ormai al limite della sostenibilità. Le imprese stanno affrontando costi che non riescono più ad assorbire e il rischio di una paralisi del sistema è concreto. Venerdì 17 aprile il Comitato Esecutivo di UNATRAS è convocato per assumere le decisioni conseguenti. Senza un cambio di rotta immediato da parte del Governo, verrà valutata l’attuazione del fermo nazionale dei servizi, come conseguenza inevitabile per difendere la sopravvivenza di migliaia di imprese e garantire la continuità della filiera logistica ed economica del Paese».
D’Agostino richiama l’attenzione anche sul trasporto persone: «Taxi, NCC e bus turistici stanno subendo un impatto molto pesante e risultano ancora oggi esclusi dai principali strumenti di compensazione. Si tratta di un comparto strategico per la mobilità e per il turismo, che necessita di interventi urgenti».
«Gli interventi sulle accise – conclude D’Agostino – hanno attenuato solo parzialmente gli aumenti e hanno carattere temporaneo. È necessario rafforzare gli strumenti di sostegno, estenderli a tutti i comparti colpiti e introdurre misure strutturali che consentano alle imprese di affrontare questa fase con maggiore stabilità».