Da un gruppo di nostalgici del ‘Silvio Pellico’ riceviamo e pubblichiamo.
“Quando smetti di applaudire, di guardare, di nutrire con la tua attenzione i tuoi luoghi del cuore, lo spettacolo si spegne da solo“.
“Il 28 febbraio 2026, nella quasi più totale indifferenza, ha cessato di esistere un pezzo della storia di Pescia, che ha visto in quasi cento anni, scrivere pagine di cultura, tradizione popolare e momenti di allegria.
Anche i pesciatini Doc, che oggi vedono spegnere le luci su quella che da oltre un quarantennio era diventata la sede del Rione Ferraia, forse non conoscono la vera storia di quel locale: in tanti che hanno partecipato alle tombole, alle varie cene, salendo le scale per ammirare gli abiti storici e i numerosi Palii vinti della Ferraia, magari non hanno fatto caso a quel piccolo palcoscenico sapientemente abbellito di pitture, memoria di un tempo che fu, e che da qualche giorno, ha terminato di esistere.
LA STORIA DEL SILVIO PELLICO ►►► “Il ‘Silvio Pellico’ negli anni ’30 nasce per volontà di un gruppo di pesciatini amanti del bello, i quali organizzando attività di teatro e di prosa, interruppero la loro attività soltanto nel periodo della Seconda Guerra Mondiale.
Le porte vengono riaperte non prima di aver dedicato anche una lapide ad alcuni giovani scomparsi nel terribile conflitto: “Franchi Costantino, Orsi Bernardino, Maraviglia Cesare, Molendi Leone, Nucci Amleto: soci del Circolo Silvio Pellico, morti per la patria, perché il pio ricordo del supremo sacrificio degli amici perduti, agli amici superstiti, sia ispirazione, forza, costanza, a praticare la virtù”
Le attività vanno avanti con la voglia di continuare a far vivere in Città un punto di aggregazione e di svago, cosicchè negli anni ’70, alcuni amici con a capo Mario Viti, i fratelli Taglierani , Mario Moncini, ‘il Mancino’, ‘Boccalino’, ‘Sisue’, Marco Anzilotti, Ferruccio Cecchi, negli anni ’70 decidono di far risorgere dalle ceneri il vecchio ‘Silvio Pellico’ organizzando addirittura una fastosa cerimonia di inaugurazione con tanto di ospite d’onore, nella persona della famosa cantante Miranda Martino.
Come dimenticare le serate musicali con il Moncini presentatore, Amleto al pianoforte, Elvis Pallini alla batteria, e le commedie con Vincenzo Burlini, che hanno allietato le famiglie pesciatine fino a quando, non con pochi sforzi, il Rione Ferraia a metà degli anni ’80 decise di portarne avanti l’eredità, stabilendo definitivamente nel 1986 la sua sede nei locali del teatro.
‘Definitivamente’ fino ad oggi.
Se il Circolo Ricreativo terminò di esistere tanti orsono, oggi il sipario si chiude definitivamente sullo scenario di un piccolo ma grande luogo di aggregazione, di cultura, di svago, di chiacchiere, che ha accolto grandi e piccini, in un clima familiare e spensierato.
Un vero teatro che ha contribuito a costruire la storia di Pescia, e che ha raccolto e custodito in quasi cento anni, pensieri, parole e tante emozioni.
Oggi, chi ama Pescia e ha provato a difenderne un suo piccolo gioiello, non può che essere triste, ed interrogarsi sul perché il sipario cali su una realtà che avrebbe avuto ancora tanto da dare ai pesciatini”.
“Il primo dei nostri doveri è l’amore della verità, e la fede in essa” (Silvio Pellico)