Ci sono bambini e adolescenti che hanno un’estrema paura o ansia di andare a scuola.
Si svegliano quasi sempre molto stanchi la mattina, sentendo un forte mal di pancia che li porta a chiedere di poter restare a letto e non andare a scuola. Durante la giornata questi bambini appaiono irritabili, si mostrano preoccupati per i compiti da svolgere; alcuni li evitano come se mancasse la motivazione, altri sembrano ossessionati dal portarli a termine con l’idea di evitare a tutti i costi di sbagliarli e di commettere un errore.
A scuola, ci sono bambini e ragazzi che attraversano una vera e propria crisi di panico prima di varcare l’ingresso della classe, altri che non manifestano paura e ansia davanti agli adulti e ai compagni per paura di non essere accettati e altri ancora che si tengono tutto dentro perchè la difficoltà a descrivere ciò che realmente pensano o provano li paralizza.
L’elemento attivante che hanno in comune tutti questi bambini e ragazzi è la paura di un evento associata a pensieri negativi e disfunzionali: “E se il compito di Italiano andasse male? Il professore lo direbbe a tutta la classe e tutti i miei compagni si prenderebbero gioco di me. Mia mamma penserà che non ho studiato. Allora è meglio non andare a scuola. Ma se non ci vado sarò bocciato e dovrò ripetere l’anno. Non avrò più i miei compagni di classe, dovrei trovare nuovi amici. E se nella nuova classe non mi accettassero? Sarò un fallimento!”.
Parlando di disturbi d’ansia in età evolutiva, è necessario fare una premessa; nei bambini il livello di sviluppo cognitivo non gli permette di differenziare facilmente il reale dall’immaginario. E l’immaginario ha un potere elevatissimo perchè non è sotto il nostro diretto controllo! L’ansia scolastica può nascere dal normale desiderio di essere amati e dalla paura di essere rifiutati. Crescendo porta con sè la paura del giudizio negativo, dell’essere ridicolizzati, di non essere capaci di superare le prove che gli adulti di riferimento ci chiedono di affrontare: uno studente che, ad esempio, ha studiato per settimane potrebbe temere di non essere all’altezza e dubitare della sua preparazione evitando di presentarsi all’esame. Allo stesso modo uno studente che si pone obiettivi troppo elevati, ambisce a voti alti per mantenere una determinata media e non accetta di poter commettere errori, può facilmente farsi sopraffare dall’ansia. In entrambi i casi alla base c’è la paura che un risultato negativo possa influire sulla propria immagine personale. Più l’autostima è legata ai risultati maggiore è la paura di essere giudicati.
Cosa si può fare? Prerogativa fondamentale è imparare a riconoscere le emozioni, fin da bambini.
In terapia con i bambini inizio misurando l’intensità dell’emozione riportata attraverso “Il Termometro delle Emozioni”, e chiedendo al bambino di raccontarmi qualche episodio in cui ha sperimentato emozioni con diversa intensità per posizionarle nel termometro. Si da così un nome e un aspetto ad ogni sfumatura di quell’emozione provata. Poi è necessario intervenire abbassando i livelli di ansia, ad esempio con tecniche di respirazione proprie della Psicologia Funzionale o con il Grounding, che aiutano a riconnettersi con il qui e ora del momento presente. Queste tecniche permettono di ridirezionare l’attenzione su ciò che è reale in quel momento, permettendo l’interruzione del flusso di pensieri negativi ansiosi e disfunzionali.
Non possiamo controllare gli eventi, ma è possibile modificare l’impatto che essi hanno su di noi: ciò che si impara durante la terapia permetterà di affrontare i momenti di difficoltà, superarli nel modo più funzionale, traendone insegnamenti utili per il futuro.
►►► Dottoressa Francesca Bartolomei, psicologa e psicoterapeuta
Riceve presso Studio multidisciplinare DominoKids, P.zza Anzilotti, 9, Pescia
Tel. 3471605510
IG: francesca_bartolomei.psicologa / studio.dominokids