Restauro e adeguamento liturgico della Cattedrale. Lavori per 1,7 milioni

Sono 44 i gruppi di professionisti che hanno aderito al concorso per l’adeguamento liturgico della Cattedrale di S. Maria Assunta in Cielo e S. Giovanni Battista. “Con i lavori, che non dovranno superare i 150mila euro oltre alle spese di legge e tecniche, si punta a privilegiare l’incontro sacramentale con Dio ed evitare di dissipare i tesori o relegarli al rango di oggetti da museo”, ha spiegato Roberto Filippini, vescovo di Pescia.

Saranno rivisitati gli ambienti dove viene celebrata la messa, in particolare l’altare, l’ambone ovvero il podio con leggio da cui si tengono le letture bibliche e le omelie, e la sede del celebrante ovvero il luogo dove siede chi presiede la liturgia. Sarà dunque privilegiata la centralità del presbiterio eliminando il parapetto che lo separa dai fedeli, o almeno una parte di esso.

“Ogni gruppo doveva essere composto da almeno 4 persone: un architetto, un architetto giovane iscritto all’albo da meno di 5 anni, un esperto in architettura liturgica e un artista con esperienza in rappresentazioni sacre -ha spiegato don Francesco Gaddini, direttore ufficio beni culturali diocesano-. Entro il 31 gennaio ogni gruppo presenterà al comitato giudicante un documento con le soluzioni tecniche ed artistiche degli interventi da eseguire. Del comitato fanno parte oltre al Vescovo anche rappresentanti del Capitolo della Cattedrale, della Cei, dell’ordine Architetti di Pistoia, della Sovrintendenza ai Beni Culturali, il teologo Severino Dianich e lo storico Marco Collareta. Saranno poi scelti 5 gruppi e poi, tra loro, entro giugno 2018, il gruppo più idoneo per l’incarico.

I lavori per l’adeguamento liturgico si aggiungono a quelli di restauro e consolidamento della struttura, già avviati, per 1,5 milioni di euro, diretti dall’architetto Antonella Galli. Con quei lavori si punta a riqualificare una struttura “in continua trasformazione, sin dalla sua prima edificazione”. Nessun stravolgimento dunque, ma opere necessarie per restituire alla comunità diocesana e alla città di Pescia uno dei simbolidi più alto valore storico ed artistico. “Prima dell’avvio dei lavori -ha detto Galli- è stata effettuata un’ingegnosa indagine diagnostica con geo-radar, termocamere, laser scanner e tomografo che hanno consentito una più facile individuzione degli interventi da eseguire”.

Si punta a completare i lavori entro il marzo 2019, in tempo con l’avvio delle celebrazioni per il 500° anno dalla fondazione della Diocesi di Pescia, nell’aprile 2019.