“Un esempio integro di cinema ‘resistenziale’, sul valore della memoria”, Simone Emiliani di MYmovies.it.
“Un incipit alla Salvate il soldato Ryan. Il film di Rossi è un dramma fisico e sofferto, fa emergere le diverse sfumature della parola resistere“, Mattia Caruso di Taxidrivers.
“Con uno stile asciutto caratterizzato dalla forte presenza scenica del talentuoso Luca Tanganelli, il regista Samuele Rossi firma un lungometraggio di finzione che convince e fa pensare”, Nadia Ciambrignoni di Sentieri di Cinema.
Sono alcune delle recensioni seguite alla proiezione del film Se venisse anche l’inferno del regista pesciatino Samuele Rossi, selezionato come Evento Speciale nell’ambito dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
LA TRAMA ►►► Ambientato sulle Alpi nell’inverno del 1944, il film narra la vicenda di Gio, interpretato dall’attore pesciatino Luca Tanganelli (definito dalla giuria un talento rivelazione), un ventenne partigiano rimasto solo a presidiare un rifugio di montagna dopo che un violento rastrellamento ha annientato la sua brigata. Tra il freddo e l’attesa della primavera, il suo unico obiettivo diventa sopravvivere e resistere.
LE DICHIARAZIONI DI ROSSI ►►► “Nel nostro presente c’è una sensazione di rabbia e paura verso un mondo che sembra di nuovo ripiegato verso abissi che speravamo di aver dimenticato”, ha detto Samuele Rossi. “E cosa rimane? Rimane la necessità di resistere. Di resistere all’abisso, a una tragedia che sembra scontata e inevitabile”. Da qui la scelta di ambientare il film proprio nell’inverno del ’44, quando la fine della guerra era tutt’altro che vicina e la possibilità della vittoria non appariva affatto certa.
UN FILM…PESCIATINO ►►► Scritto da Rossi insieme allo sceneggiatore pesciatino Lorenzo Bagnatori. L’attore protagonista è Luca Tanganelli. Con loro ci sono anche: Marco Minghi (direttore della fotografia), Sara Pellegrini (costumista) e Dario Butelli (fonico).