Siamo ormai alla vigilia di una giornata destinata a rimanere impressa nella storia della nostra Chiesa particolare.
Domenica 28 giugno, infatti, S.E. Mons. Augusto Mascagna farà il suo solenne ingresso nella Chiesa Cattedrale di Pescia e prenderà canonicamente possesso della Diocesi che la Provvidenza divina ha voluto affidare alle sue cure pastorali. Il nuovo Presule proviene dalla veneranda Diocesi di Civita Castellana, terra dei Santi Giovanni e Marciano, ricca di storia, di fede e di preziose testimonianze artistiche. A noi, gente della Valdinievole, quel territorio è legato anche da una significativa memoria culturale: dalle sue celebri manifatture provengono infatti le raffinate terracotte artistiche che ancora oggi impreziosiscono gli splendidi ambienti delle Terme di Montecatini, recentemente riconosciute dall’UNESCO come parte integrante del patrimonio mondiale delle Grandi Città Termali d’Europa.
In questo intreccio di tradizioni, arte e spiritualità si colloca l’arrivo del nuovo Vescovo, chiamato a guidare la nostra comunità diocesana con sapienza evangelica e sollecitudine pastorale, nel solco della storia e della fede che da secoli caratterizzano la Chiesa di Pescia.
«Vieni, Padre, atteso nel nome del Signore; benedetto colui che viene nel nome del Signore» (Sal 118,26; Mt 21,9).
Fa’ il suo ingresso in questa terra di Sant’Allucio, umile servo di Dio, che accolse pellegrini provenienti da ogni parte e fece dell’ospitalità una luminosa testimonianza della carità evangelica. Questa è una regione di strade e di acque: quasi che il cammino degli uomini si sia intrecciato, nel corso dei secoli, con quell’acqua viva che sgorga dal Battesimo e genera alla vita nuova in Cristo.
Qui sentieri, ponti e corsi d’acqua raccontano ancora oggi una storia di incontri, di fede e di speranza, custodita dalla preghiera silenziosa di generazioni di credenti. Le nostre chiese, i nostri borghi e i nostri paesaggi hanno accolto e conservato, con umiltà e perseveranza, la fede della santa gente di Dio.
Tra queste pietre e questi altari si sono levate suppliche e canti, si sono celebrate gioie e portate al Signore sofferenze, nella certezza che Egli non abbandona mai il suo popolo. Al suono delle campane dei borghi che coronano i nostri colli — quelli stessi che Leonardo da Vinci contemplò e immortalò nei suoi studi — i venerati predecessori furono accolti dall’esultanza e dall’affetto delle popolazioni.
Oggi, forse, il tempo presente consegnerà al nuovo vescovo un’accoglienza più discreta e meno rumorosa; ma non sarà sinonimo di indifferenza. In questa terra rimangono profonde le radici della fede dei nostri padri: una fede forse più raccolta, ma ancora viva, operosa e orgogliosamente custodita nel cuore della nostra comunità.
Oggi il nuovo Pastore inizia il suo ministero tra noi. Percorrerà le nostre strade, entrerà nelle nostre comunità, incontrerà famiglie, volti e storie; conoscerà la laboriosità della nostra gente, ma anche le sue fatiche, le sue ferite e le sue attese.
Come il Buon Pastore del Vangelo, sarà chiamato a camminare accanto al gregge che gli è stato affidato, per confermarlo nella fede, sostenerlo nella speranza e guidarlo nella carità. Entrerà in questa valle apparentemente periferica, ma non marginale nel cuore della Chiesa; una terra segnata da vicende che l’hanno provata, e tuttavia ancora animata da una fede viva e tenace. Qui il popolo cristiano continua a guardare con fiducia al Signore, sostenuto dalla materna protezione della Vergine Maria della Fonte Nuova, alla quale affidiamo il suo ministero episcopale.
La Madonna la accompagni nel suo cammino tra noi, e lo Spirito Santo le conceda sapienza, fortezza e discernimento, affinché possa essere per questa Chiesa particolare segno della presenza di Cristo, Pastore eterno e custode delle anime.