LA COXARTROSI: l’artrosi all’anca | Greta Mauri di Studio Fisioterapico Giusti

La coxartrosi è una condizione degenerativa a carico delle strutture articolari che compongono l’articolazione dell’anca: la testa del femore e l’acetabolo, sul bacino. L’artrosi, in fase iniziale, consiste in alterazioni regressive della cartilagine articolare, successivamente può portare ad alterazioni anche delle altre strutture articolari (capsula articolare, strutture tendinee e muscolari, legamenti, sinovia).

Si tratta della causa più comune di dolore all’anca, specie dopo i 50 anni.

Quali sono i fattori di rischio che possono predisporre all’artrosi all’anca?

  • età superiore ai 50 anni;
  • sesso maschile;
  • peso, perché un carico articolare elevato è associato a un forte fattore predisponente. Inoltre, i fattori pro-infiammatori associati all’obesità agiscono anche sulle strutture articolari, favorendone la compromissione;
  • fattori genetici, che contribuiscono fino a circa il 60% del rischio;
  • attività lavorativa in cui c’è spesso da accovacciarsi e mobilizzare elevati carichi. Attività sportiva, come basket e pallavolo a causa dei salti ripetuti;
  • fattori di rischio articolari, correlati alla conformazione dell’articolazione stessa e al rapporto fra le superfici ossee che la compongono o patologie pregresse a livello dell’anca (malformazioni ad esempio).

►►► Cosa succede nell’artrosi?

Fondamentalmente si assiste a uno squilibrio tra la resistenza del tessuto cartilagineo e le sollecitazioni cui viene sottoposto. Ciò fa sì che l’articolazione dell’anca si trovi soggetta a un carico fisiologico non ottimale, riducendo così la presenza di molecole fondamentali per il benessere dei tessuti articolari (collagene di tipo II e proteoglicani, cambiamenti cellulari e aumento dei fattori pro-infiammatori).

►►► Come si presenta una coxartrosi?

Generalmente il paziente lamenta dolore a livello dell’articolazione dell’anca, nella regione inguinale e glutea, che peggiora nelle attività in carico (camminare, fare le scale) e migliora con il riposo. Spesso i pazienti hanno dolore nel mettersi i calzini o le scarpe, accovacciarsi e possono lamentare una sensazione di rigidità al mattino.

Per fare diagnosi di un quadro di questo genere è fondamentale partire da un’accurata raccolta anamnestica, svolgere l’esame obiettivo ed un’eventuale radiografia per la conferma e il monitoraggio della situazione.

►►► Quali sono i trattamenti per la coxartrosi?

La prognosi non è precisa, perché dipende dalla severità del quadro. Le modalità di intervento fondamentalmente si dividono in conservative o chirurgiche, ed entrambe prevedono un percorso riabilitativo specifico.

La prima linea di raccomandazione è la modifica dello stile di vita: riabilitazione con esercizio fisico e terapia manuale, educazione del paziente riguardo la patologia e controllo del peso possono fare la differenza. L’intervento deve essere personalizzato e adattato al profilo del paziente e deve essere previsto un monitoraggio del percorso per garantire risultati di maggior successo.

Solo nei casi più complessi, secondo valutazione medica, può essere somministrata la terapia infiltrativa con acido ialuronico o corticosteroidi.

È importante che il paziente sia consapevole che il trattamento di prima scelta è sempre quello conservativo e deve avere una durata compresa fra 3 e 6 mesi per poter dare benefici significativi nella sintomatologia. Valutare l’opzione chirurgica prima di allora, potrebbe essere affrettato.

D.ssa Greta Mauri, Fisioterapista

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